L’Anticristo Svelato

L’ex Sacerdote Cattolico Romano, Richard Bennett, dimostra che il Papato è l’Anticristo. Al fianco di tutti i maggiori riformatori, di tutte le confessioni riformate e puritane (& alleanze), dei traduttori della Bibbia di Re Giacomo e delle migliori chiese della Riforma, questa lettura difende la classica visione protestante della profezia (Storicismo), aggiungendo approfondimenti acquisiti in molti anni di formazione, studio e pratica all’interno del ventre stesso della bestia. Per esempio, la WCF 25:5 afferma: “Non vi è altro capo della Chiesa se non il Signore Gesù Cristo. Il Papa di Roma non può esserlo in alcun senso, ma egli è quell’Anticristo, quell’Uomo di peccato e figlio di perdizione che ha innalzato sé stesso, nella chiesa, contro Cristo e contro tutto ciò che è chiamato Dio”. Include una confutazione inoppugnabile del Futurismo di ispirazione gesuita.

Il giorno 8 ottobre 2000, Papa Giovanni Paolo II, sotto la presunta carica di Vicario di Cristo, ha consacrato il mondo e il nuovo millennio a “Maria Santissima ” [1]. Questo blasfemo “Atto di affidamento a Maria Santissima” di quanto appartiene solo a Dio è una beffa del Primo Comandamento. L’atto ufficiale e offensivo del Papa dovrebbe richiamare l’attenzione dei cristiani sul fatto che, mentre il Papa afferma formalmente di essere “il vero vicario di Cristo ” [2], di fatto si oppone a Cristo con un falso culto. Altrettanto grave è il titolo con cui si presenta. Il vero Vicario di Cristo è lo Spirito Santo. Egli solo è stato mandato per prendere il posto del Signore, testimoniando non di se stesso, ma di Cristo (Giovanni 15:26). La gravità dell’insegnamento e della pretesa di agire in questo ruolo divino è quella di denigrare la Persona divina dello Spirito Santo. L’Anticristo è anche anti Spirito Santo.

Con convinzione, il 5 settembre 2000, la Chiesa di Roma ha affermato che “la stessa pienezza della grazia e della verità [del Signore Gesù Cristo soltanto] che è stata affidata alla Chiesa Cattolica” [3]. Mentre si appropriava delle sue prerogative divine, esso parlava esplicitamente contro Cristo, l’unico che è pieno di grazia e di verità.  La Scrittura dichiara necessario credere solo nel Signore Gesù Cristo, dal quale si riceve “l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia” [4].  Sopra e contro di Lui è l’attuale decreto di Roma: “La Chiesa afferma che per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza.  La « grazia sacramentale » è la grazia dello Spirito Santo donata da Cristo e propria di ciascun sacramento” [5]. Ciò che qui non viene detto è che i sacramenti fisici di Roma, saldamente stretti nella mano del Pontefice e dichiarati indispensabili, sono così sostituiti al Signore della Gloria e al suo Vangelo. Anche attualmente la Chiesa di Roma ha sostenuto senza riserve l’Unum Sanctum: “noi dichiariamo, stabiliamo, definiamo ed affermiamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana che essa sia sottomessa al Pontefice di Roma” [6]. Dipendere da questi segni fisici, anziché dalla fede diretta nel Signore Cristo Gesù, è l’inganno del papato che devia sottilmente la fede dalla persona di Cristo a simboli che si dichiarano essere poteri [7]. Inoltre, ci sono molti altri eventi in cui il Papa ha ufficialmente contraddetto il Vangelo, come il 13 maggio di questo 2000 “Anno giubilare”. Ci sono anche eventi storici in cui si rivela un peccato orrendo, come l’ormai documentato coinvolgimento di Papa Pio XII nel regno della morte di Hitler [8]. Queste cose dovrebbero far considerare attentamente ai cristiani se i loro occhi hanno visto nell’Ufficio del Papato la linea di uomini che la Scrittura chiama l’Uomo del peccato, poiché il Papato conferisce il titolo di Vicario di Cristo al suo Papa.

Un solo Signore, un solo Santo Padre

La Chiesa di Roma insegna autorevolmente che il suo Sovrano Pontefice è giustamente chiamato “Santissimo” [9] e “il santissimo Romano Pontefice”. Questo, insieme ai consueti titoli di “Santo Padre” [10] e “Vicario di Cristo”, è il senso più completo della definizione dell’Anticristo data dall’apostolo Giovanni. “Chi è il mendace, se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Costui è l’Anticristo, che nega il Padre e il Figlio” [11]. Il Papa, attribuendo questi titoli a se stesso, è contro il Signore Gesù Cristo e il Santo Padre del cielo, pretendendo di possedere tali uffici. Tale arroganza viola anche sfacciatamente la Nuova Legge della Nuova Alleanza di Cristo, “E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli” [12]. Cristo Gesù ha dichiarato: “uno solo è il vostro maestro: Il Cristo, e voi siete tutti fratelli” [13]. Il Papa si dichiara “santissimo”, “Santo Padre” e “il vero vicario di Cristo”. La proclamazione del Papa è simile a quella riportata in Isaia 14:14, “sarò simile all’Altissimo”. La Scrittura parla di un individuo che nega il Padre e il Figlio assumendo i titoli di entrambi. Noi proclamiamo con le parole della Scrittura: “Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono stati manifestati..“. [14]

Le origini storiche dell’Anticristo

Nel corso di tutta la storia, le circostanze riguardanti la venuta e le caratteristiche di Cristo hanno corrisposto così straordinariamente alla profezia, che in passato il popolo del Signore ha lodato il suo nome per questo. Allo stesso modo, il gregge del Signore lo ha ringraziato per aver rappresentato chiaramente l’Anticristo.

Il Signore stesso confermò la certezza che ci sarebbe stato un compimento specifico del ruolo dell’Anticristo quando affermò: “perché viene il principe di questo mondo” [15]. Allo stesso modo Cristo Gesù disse: “Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro viene nel suo proprio nome, quello riceverete” [16]. Giovanni il prediletto, seguendo le orme del Maestro, afferma con enfasi: “come avete udito, l’Anticristo deve venire… ” [17] Giovanni conferma che benché ci fossero avversari contemporanei di Cristo (molti anticristi), queste forze di opposizione alla fine si sarebbero concentrate in un’unica entità.

Contrariamente alle errate credenze popolari, i papi non sono i successori dell’apostolo Pietro. Sono, invece, i successori degli Imperatori romani. La storia dimostra che il titolo di “Gran Sommo Sacerdote” fu ufficialmente conferito al vescovo della chiesa di Roma dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo [18]. Di conseguenza, l’ufficio di “Gran Sommo Sacerdote” della Chiesa Cattolica Romana, tramandato ormai da quasi 1.500 anni, proviene da una fonte secolare apostata, mentre la Bibbia proclama un Gran Sommo Sacerdote stabilito da Dio, il Signore Gesù Cristo. L’imperatore pagano Giustiniano ha anche conferito al vescovo della chiesa di Roma la supremazia universale su tutto il mondo cristiano. Fu allora che il vescovo della chiesa di Roma divenne noto come il Papa, sorgendo come capo spirituale dell’Impero Romano pagano. La sola autorità di questo fatto storico dovrebbe essere vista come una chiara identificazione dell’Anticristo.

La schiera di testimoni della storia cristiana

Dal tempo della persecuzione dei valdesi, e per tutta la lunga epoca dell’Inquisizione, i Lollardi, i Boemi e i credenti della Riforma avevano riconosciuto sia l’Ufficio di Cristo che la sua contraffazione, l’Anticristo. Lo zelo e il coraggio di molti di questi martiri si basavano sulla loro convinzione che essi stavano resistendo all’Anticristo. Oggi, è tuttavia “religiosamente corretto” dichiarare la propria ignoranza sull’ identità dell’Anticristo. Man mano che il movimento ecumenico guadagna terreno, è fondamentale riacquistare una comprensione biblica della profezia della Scrittura, che è stata e continua ad essere realizzata nel tempo, piuttosto che limitarsi a confinarla in un futuro periodo cataclismatico.

I credenti biblici dell’antichità hanno riconosciuto l’istituzione cattolica romana come l’Anticristo. Questa identificazione fu conosciuta e descritta anche nel Medioevo, tra gli altri, da Dante Alghieri, John Wycliff, John Huss e Savonarola; durante la Riforma, da Martin Lutero, William Tyndale, John Calvin, Thomas Cranmer, Hugh Latimer, Nicholas Ridley, John Bradford e John Foxe; nel XVII e XVIII secolo, da John Bunyan, i traduttori della Bibbia di Re Giacomo, e dagli uomini che pubblicarono le Confessioni della Fede di Westminster e dei Battisti; Sir Isaac Newton, Jonathan Edwards, George Whitefield, John Wesley; e in tempi più recenti, da Charles Spurgeon, il vescovo J. C. Ryle e il dottor Martyn Lloyd-Jones. Tutti questi uomini e molti altri conoscevano la precisione della Scrittura sia riguardo a Cristo che all’Anticristo. La Parola Scritta si è compiuta nella storia, sia nella Luce che nelle tenebre. Come un guanto di seta sulla mano, così gli eventi della storia rivestono la profezia della Scrittura. Oggi è “religiosamente corretto” astenersi dal parlare dell’Anticristo, se non in qualche scenario futuristico che non può essere analizzato perché non si è ancora verificato. Questa è un’applicazione del “principio di tolleranza” di oggi che ha praticamente smussato il taglio della precisione e della distinzione della spada biblica. Tale tolleranza sostiene che gli ammonimenti di Cristo e degli apostoli Giovanni e Paolo non sono da vedere storicamente, ma piuttosto si applicano a qualche futuro leader politico alla fine degli ultimi tempi. Mentre gran parte dell’insegnamento biblico moderno parte dal presupposto che un futuro leader politico sia l’Anticristo che deve venire, l’Anticristo biblico è prima apostata e poi politico solo a partire dalla sua sede di potere apostata. Questo descrive perfettamente ogni Papa cattolico romano nel suo ufficio pontificio.

Questo studio si occupa in particolare di II Tessalonicesi 2:3-12, uno dei tanti testi che svelano l’Anticristo e servono come introduzione agli altri testi.

L’Uomo del Peccato si Manifesta

L’Apostolo afferma chiaramente: “Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’Apostasia e prima che sia manifestato l’Uomo del peccato, il figlio della perdizione” (v. 3). L’Uomo del peccato sarebbe apparso come il frutto del “cadere via”, o “Apostasia”. Chiaramente, ci sarebbe stata un’Apostasia su larga scala che avrebbe portato alla nascita dell’Uomo del peccato. L’Apostasia può avvenire solo nella chiesa professante di Dio, perché ci deve essere qualcosa da cui cadere via. L’embrione dell’iniquità che avrebbe portato a questa Apostasia e alla rivelazione dell’Uomo del peccato era già all’opera ai tempi dell’Apostolo, egli dice: “Il mistero dell’empietà infatti è già all’opera” (v. 7). Le Scritture altrove parlano del “mistero della pietà”, “grande è il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne….” (1 Timoteo 3,16). In contrasto, nel versetto 7 si parla dell’esatto opposto, “il mistero dell’iniquità”, cioè la rivelazione dell’Uomo del peccato, il Figlio della Perdizione.

Il “mistero dell’iniquità” si sarebbe presto manifestato visibilmente nella forma dell’Uomo del peccato. Il risultato di questa Apostasia sarebbe stato in “ogni inganno di malvagità”. Tale Apostasia doveva essere segnata, non da un’ aperta ostilità, ma dall’ipocrisia e dall’inganno, che al mondo appare giusto e santo. L’Apostasia è per definizione duplicità e falsità, abbandono e allontanamento dal Vangelo e dalla vera pietà.

Il “chi” e il che “cosa” tratteneva l’Uomo del Peccato (vv. 3, 6, e 7).

C’era qualcosa che tratteneva o ostacolava l’apparizione dell’Uomo del peccato, una restrizione, che frenava il suo emergere. Notate che questa restrizione è una cosa, “quel che”, nel versetto 6 e una persona, “chi “, nel versetto 7. È da notare l’insolita riserva dell’Apostolo nel precisare l’identità di questo ostacolo, anche se chiaramente si rendeva conto che i Tessalonicesi avrebbero capito quando diceva: “ora sapete ciò che lo trattiene“. È di grande importanza lo sfondo storico della seconda lettera ai Tessalonicesi, illustrata in Atti 17, 1-10. Qui vengono riportati gli eventi che hanno avuto luogo  prima di questa lettera quando Paolo era a Tessalonica. A quel tempo, i Giudei sollevarono un’accusa politica contro Paolo e Sila, “tutti costoro agiscono contro gli statuti di Cesare, dicendo che c’è un altro re, cioè Gesù”. Questa non era una denuncia religiosa, ma contro “Cesare”, cioè l’Impero Romano. Tutto questo era stato chiaro all’Apostolo e ai Tessalonicesi. Se l’Apostolo avesse scritto che la restrizione era l’Impero Romano, avrebbe dato l’impressione di sostenere la rivolta politica. Il “cosa” del versetto 6 e il “chi” del versetto 7 hanno reso abbondantemente chiaro per i  Tessalonicesi che egli parlava rispettivamente dell’Impero Romano e del suo Imperatore. L’Impero Romano e l’Imperatore provvidenzialmente ostacolarono per un certo tempo l’apparizione dell’Uomo del peccato.
Per conoscere quindi il momento, in cui l’Uomo del peccato sarebbe apparso, l’intero brano (dal versetto 1 al 12) deve essere considerato nel contesto. L’Uomo del peccato è indicato, sarà manifestato quando “chi lo ritiene” sarà tolto di mezzo (v. 7). Nel versetto precedente, Paolo ricorda ai credenti “ora sapete ciò che lo ritiene”. Che cosa sapevano dunque i credenti? Sapevano che l’Impero Romano teneva tutto e tutti sotto controllo. Nella mentalità tessalonicese, Roma, e solo Roma, tratteneva. (Che i primi credenti come Tertulliano e Girolamo avessero tali convinzioni è documentato) [19]. Il corso della storia ha adempiuto precisamente quanto dichiarato nella Scrittura. In primo luogo, l’imperatore Costantino trasferì la sede dell’impero a Costantinopoli. Questa rimozione diede tutte le opportunità che si potevano desiderare per la crescita dei vescovi romani in cerca di potere. La corruzione interna e le pressioni esterne distrussero l’Impero. Solo dopo la disgregazione dell’Impero Romano, il Papato ha acquisito supremazia sui poteri civili e l’Uomo del peccato è diventato più evidente. Quando il Papato romano ottenne il dominio che l’Impero aveva avuto per secoli, un dominio sia in ambito civile che religioso, allora l’Anticristo fu visto e riconosciuto dai valdesi e da altri. È difficile trovare in tutta la storia una serie di eventi che corrispondano in modo più accurato di un’ espressione profetica come questa.

Il luogo dove si manifesta l’Uomo del Peccato

L’Apostolo afferma inequivocabilmente il luogo dove l’Uomo del peccato si sarebbe reso visibile “colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio” (v. 4). Egli si sarebbe manifestato nel “tempio di Dio”. La parola “tempio” è costantemente usata dall’Apostolo per descrivere il popolo di Dio stesso. Per esempio: “Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo” [20]. Questo testimonia che l’Uomo del peccato sarebbe emerso dal popolo di Dio in seguito alla caduta, cioè l’Apostasia, indicata nel versetto precedente.

Mettendosi in mostra come Dio

L’autorità e la verità della Parola Scritta del Signore è di tale importanza che la Scrittura dichiara: “perché tu hai esaltato la tua parola e il tuo nome al di sopra di ogni altra cosa” (Sal 138,2). Il Signore Gesù Cristo ha detto: “la Scrittura non può essere annullata“, parlando del carattere assoluto della Parola scritta di Dio che Egli ha magnificato al di sopra di ogni altra cosa. Mentre molti non ne sono consapevoli, la sostanza di II Tess. 2:4 è sia la rivendicazione ufficiale che la pratica del Papato. Questo è documentato nelle principali fonti cattoliche romane. Il versetto 4 nella Scrittura insegna: “…tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio“. Coerentemente con l’insegnamento e la pratica cattolica, il Papa è chiamato “Sua Santità”. Un tale titolo si applica solo a Dio. Dio è l’unico Essere la cui natura è santa [21]. Per quanto riguarda il titolo assunto dal Papa, “Sua Santità”, la Chiesa Cattolica Romana rivendica i seguenti attributi divini:

“Il Sommo Pontefice, in forza del suo ufficio, gode dell’infallibilità nel magistero quando, come Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli..  con atto definitivo proclama da tenersi una dottrina sulla fede o sui costumi”. [22]

Nella rivendicazione papale di “infallibilità nel magistero”, è proprio in gioco la qualità dell’infallibilità di Dio. Così la pretesa ufficiale di Roma esalta il Papa “sopra tutto ciò che è chiamato dio” [23].

Allo stesso modo, la conquistata giustizia di Cristo Gesù dopo la Risurrezione gli ha conferito “ogni potestà… in cielo e sulla terra” (Mt 28,18). La rivendicazione papale si esprime ufficialmente così: “Il Papa « è per divina istituzione rivestito di un potere supremo, pieno, immediato e universale per il bene delle anime » [24]. In questa asserzione di un potere conferito al solo Signore Cristo Gesù, il Papa si esalta ancora una volta “sopra tutto ciò che è chiamato Dio“. Quante relazioni extraconiugali rendono ragionevole gridare all’adulterio? Quanta bestemmia ufficiale è necessaria perché colui che si definisce “Sua Santità” sia correttamente identificato come “Uomo del peccato”?

In maniera spropositata, in apparenza senza tremori, l’Ufficio cattolico romano del Papato di per sé adempie al testo di Tessalonicesi e alla definizione di “Anticristo”. È importante notare che nella Bibbia la parola greca per Anticristo  non significa semplicemente contro Cristo, ma più specificamente in sostituzione di Lui. Che il Papato abbia vissuto in senso reale questo duplice significato della parola greca, uno che è contro il Signore Gesù Cristo pretendendo di prenderne il posto, è visibile nel suo tentativo di usurpare il suo potere e la sua posizione di Profeta, Sacerdote e Re. Il potere pieno e supremo appartiene unicamente al Dio-uomo Cristo Gesù, che agisce liberamente su ciascuno di essi nella sua chiesa. Ciò è dimostrato in Efesini 1:22-23, “ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa,  che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti”.
 
La Chiesa cattolica romana pretende di prendere per sé la sua carica divina, secondo il suo insegnamento ufficiale: “Infatti il Romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente” [25]. Egli è il peggior e più grande nemico di Cristo, che sotto la pretesa di servire Cristo suppone di danneggiare i suoi esclusivi uffici usurpando segretamente la sua posizione e il suo potere.
La malvagità all’interno del sistema cattolico romano ha raggiunto proporzioni talmente orribili che è difficile stare al passo con le prove documentate [26]. Sebbene la convinzione circa la natura di questa chiesa apostata provenga dalla Parola di Dio, i mali attuali mostrano il mistero dell’iniquità all’opera.

La resa della mente e della volontà

La legge di Roma esige la sottomissione della mente e della volontà a colui che “si mette in mostra come Dio“. La legge ufficiale della Chiesa Cattolica Romana, sancisce la necessità di sottomettere le proprie più alte facoltà, quelle della mente e della volontà, non a Dio stesso, ma al Romano Pontefice.

“Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda”. [27]

Non solo Roma lo esige, ma nel Canone 1371 decreta che la conseguenza per non obbedire è la punizione con una “giusta pena” [28].
Pretendere di assumere il posto stesso di Cristo come Profeta, Sacerdote e Re, e pretendere di agire come nella sua persona, equivale chiaramente a “porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio“. Eppure questa è esattamente la documentata rivendicazione della Roma papale. L’insegnamento dato dal Codice di Diritto Canonico di Roma concretizza la sua pretesa esigendo la sottomissione e promettendo una punizione per chi non obbedisce.

Lo scopo e l’intento dell’Uomo del peccato

L’apostolo Paolo sembra usare deliberatamente i termini che generalmente si riferiscono a Cristo, “rivelato”, “venuto” e “mistero”, per descrivere la raffigurazione dell’Uomo del peccato. Questo indica che il progetto di Satana è quello di sostituire Cristo con un suo proprio uomo. L’obiettivo dichiarato è riportato nel versetto 4 “colui che s’innalza sopra chiunque è chiamato dio, o divinità; talchè siede nel tempio di Dio, come Dio; mostrando sè stesso, e dicendo, ch’egli è Dio”.Questa, come è stato qui documentato, è la rivendicazione e la legge della Roma papale. Il versetto 9 descrive come si deve realizzare lo scopo di Satana, “La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi”. L’Uomo del peccato doveva venire con ogni sorta di opere potenti, con i suoi segni e  prodigi bugiardi… con ogni tipo d’inganno e d’iniquità… [28]

Proprio come il Signore compì miracoli attraverso gli Apostoli per confermare il loro ruolo, così Satana avrebbe lavorato con l’Anticristo, confermando il suo presunto ruolo con falsi miracoli volti a rovesciare il Vangelo. L’Uomo del peccato è sia un tentativo di personificare Cristo che una contrapposizione verso di Lui.  Egli cerca di occupare la sua posizione, ma è totalmente diverso da Lui e in opposizione a Lui. Egli ha usurpato il suo posto e le sue prerogative e, lungi dal rappresentarlo veramente, rappresenta il suo più grande nemico. Come Cristo agisce per Dio, così l’Uomo del peccato agisce per Satana, che lo usa proprio per questo scopo, così il testo afferma che la venuta dell’Uomo del peccato è “per l’azione di Satana”.

Lo scopo e l’intento dell’Uomo del peccato è dato anche dal secondo nome, “figlio della perdizione“. Il riferimento è a Giuda, che fingeva di essere un discepolo di Cristo anche quando tradiva il Figlio dell’uomo con un segno di amore e di fedeltà. Il Figlio della Perdizione è un nemico segreto e al tempo stesso un amico apparente, un confidente ben noto, ma un nemico fatale che tradisce con un bacio anche quando dice di servire il Signore e  Maestro. Egli è un Giuda la cui venuta doveva essere “per l’azione di Satana“, con “prodigi bugiardi“. Quelli sotto di lui sono sotto l’influenza di “efficacia di errore“. Da parte loro, non hanno “ricevuto l’amore della verità“, ma si sono “compiaciuti nell’iniquità“. Con la negazione del Vangelo di Cristo, il 13 maggio 2000, l’attuale Papa, Giovanni Paolo II, ha approvato l’identità e l’origine della visione di Maria di Fatima, un “miracolo di menzogna”. Egli ha proclamato,

“Secondo il disegno divino, è venuta dal Cielo su questa Terra, alla ricerca dei piccoli privilegiati….. li invita ad offrirsi come vittime di riparazione, dicendosi pronta a condurli, sicuri, fino a Dio. Ed ecco, essi vedono uscire dalle sue mani materne una luce che penetra nel loro intimo, così che si sentono immersi in Dio” [29].

La fine ultima dell’Uomo del Peccato

Allora sarà manifestato quell’empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta (v.8). Il versetto 8 descrive la fine del Malvagio. Egli, colui che si sarebbe manifestato quando il potere della Roma imperiale sarebbe  stato tolto di mezzo, perdurerà fino a quando il respiro della bocca di Cristo e lo splendore della Sua venuta lo distruggeranno. Questo è un chiaro riferimento alla Seconda Venuta. Il Signore in questo versetto ha predetto la distruzione del regno dell’Uomo del peccato: la Parola del Signore lo ridurrà a nulla. Egli sarà completamente, e sotto ogni aspetto, distrutto nell’ultimo giorno.

Nel contempo, la vittoria del Vangelo è anche vista in questo versetto. L’Apostolo stava ripetendo la verità del Signore di cui si parla in Isaia 11,4, “ma giudicherà i poveri con giustizia e farà decisioni eque per gli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca e col soffio delle sue labbra farà morire l’empio”. La potenza del Signore è sempre stata maggiore nel giorno del più grande bisogno, quando viene in aiuto a chi è bisognoso e povero di spirito. Il carattere di Dio nel suo grazioso Vangelo è “lo spirito della sua bocca”. Per tutta la storia questo versetto è stato compreso e vissuto in questo senso. Il Vangelo è “la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” [30]. Ripetutamente nel corso della storia il “Vangelo della grazia” ha trionfato sull’Uomo del peccato.  I valdesi, gli uomini della Riforma e tutti i veri risvegli hanno visto il Signore colpire con la verga della Sua bocca e con il respiro delle Sue labbra. La sua potenza si vede quando la sua grazia viene proclamata con coraggio, tutti coloro che sono salvati sono “…gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù” [31].

Conclusione

Nessuno eccetto Dio avrebbe potuto definire in anticipo il “mistero dell’iniquità”, che è chiaramente l’Ufficio del Papato della Chiesa cattolica romana. L’uomo non avrebbe mai potuto prevedere tutto questo; solo Dio lo preannuncia. Che un potere che pretende di agire per Dio, di essere “come Dio”, in mezzo alla Chiesa cristiana, calpestando la sua verità e facendosi beffe della sua stessa Santità, sfida ogni immaginazione. Corruzione, frode e false apparenze hanno governato il mondo per secoli a partire dalla stessa città su sette colli dove l’impero romano pagano un tempo governava con la forza militare. E sono tali che se non fossero stati descritti chiaramente dalla Parola del Signore, e visti nella storia passata e recente, l’uomo non se li sarebbe mai aspettati. La rappresentazione profetica della malvagità del sistema costruito intorno all’Anticristo è una dimostrazione dell’ispirazione divina della Bibbia e del potere e dell’autorità del nostro Signore Dio.

Rifiutare la chiara testimonianza della Parola scritta di Dio sull’ufficio fondamentale dell’Anticristo e preferire una dottrina che non può essere né verificata dal testo stesso né sperimentata nel tempo, è una cosa seria. Ciò oscura la saggezza della profezia divina e nega il vero carattere dei giorni in cui viviamo. Mentre il Futurismo afferma la vicinanza del secondo Avvento di Cristo, esso distrugge il quadro storico del suo oppositore, l’Anticristo, che è essenziale per comprendere correttamente questo compimento della profezia. Il compimento storico di quelle predizioni riguardanti l’Apostasia è un elemento essenziale di quanto il Signore ha predetto nella sua Parola. Come il Signore ha spiegato riguardo a Sé stesso, “si dovevano adempiere tutte le cose scritte a mio riguardo nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi, che mi riguardano, devono essere compiute“. Allo stesso modo, si è adempiuta la sostanza di quanto è stato scritto riguardo all’ufficio di colui che si oppone a Lui. Con i valdesi, i lollardi e i boemi, attraverso l’Inquisizione e la Riforma, la verità del Vangelo e della Parola profetica ha sollevato le nazioni dalle profondità della superstizione e del dispotismo, alla libertà biblica e alla crescita economica [32].  Molti insegnamenti futuristi sono stati il frutto di uomini di Dio sinceri e devoti; tuttavia, non riuscendo a smascherare la presenza dell’Anticristo in mezzo a noi, le nazioni sono state di nuovo efficacemente condotte in schiavitù. Di fronte a tale fallimento, è imperativo conoscere, come i credenti di un tempo conoscevano, la presenza della Vera Sede, Cristo Gesù, con loro in spirito e verità.

L’interpretazione Storica è stata incarnata nelle più solenni confessioni del mondo biblico [33]. E’ parte integrante della testimonianza dei martiri e dei riformatori. Come i profeti di un tempo, questi sant’uomini portavano una duplice testimonianza, una testimonianza per la verità di Dio e una testimonianza contro l’Apostasia di coloro che si professavano cristiani. La loro testimonianza è che la Roma papale è la Babilonia della profezia, “…la grande città che regna sui re della terra” [34]. e che il suo capo, il Pontefice romano, è il preannunciato “Uomo del peccato”, o Anticristo.


Note

1 “Il momento culminante del Giubileo dei Vescovi è stata la Messa concelebrata dal Papa e dai Vescovi in ​​Piazza San Pietro domenica mattina, 8 ottobre. Decine di migliaia di fedeli si sono radunati per la sacra liturgia, che si è conclusa con l’atto di affidamento a Maria Santissima ”. L’Osservatore Romano Edizione settimanale in inglese 11 ottobre 2000.htm.

2 Henry Denzinger, “Unam Sanctum”, 18 novembre 1302, Le Fonti del Dogma Cattolico, Tr. Di Roy J. Deferrari, trentesima ed. di Enchiridion Symbolorum, rev. di Karl Rahner, SJ (St. Louis, MO: B. Herder Book Co., 1957) # 694. Vedi anche Catechismo della Chiesa Cattolica (San Francisco: Ignatius Press, 1994) # 882 & # 936.

3 Dominus Iesus, Sezione 16 https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

4 Romani 5:17

5 Catechismo, n. 1129 Il grassetto in qualsiasi citazione indica l’enfasi aggiunta in questo documento.

6 Denzinger, # 469.

7 Catechismo, n. 1116 afferma, “I sacramenti sono” poteri che vengono fuori “dal Corpo di Cristo [cioè, la Chiesa cattolica romana] che è sempre vivo e che dà vita …”.

8 John Cornwell, Papa di Hitler: La storia segreta di Pio XII (New York, NY 10014: Viking, 1999).

9 Denzinger, # 649

10 L’Enciclopedia Cattolica, Robert Broderick; ed. (Nashville, TN: Thos. Nelson Inc., 1976) p. 217.

11 1Gv 2:22

12 Matteo 23: 9

13 Matteo 23: 8

14 Apocalisse 15: 4

15 Giovanni 14:30

16 Giovanni 5:43

17 1Giovanni 2:18 Il testo greco dice che verrà l’Anticristo.

18 LeRoy Edwin Froom, La Fede Profetica dei Nostri Padri, 4 voll. (Washington DC: Review and Herald Publishing Assn., 1978) Vol. I, pagg. 511-517.

19 Froom, Vol. I, pagg. 257-258, pagg. 443-444.

20 1Corinzi 3:17; cf. Efesini 2:21, 2Corinzi 6:16.

21 Apocalisse 15: 4, 1 Samuele 2: 2.

22 Codice di Diritto Canonico, Ing. Latino; ed .; (Washington, DC: Canon Law Society of America, 1983) Can. 749, sett. 1.

23 Tutti i canoni sono presi da questa fonte se non diversamente indicato. La parola greca per “sopra” può significare “in un luogo di” o “tanto quanto”. Sembra essere questo il significato che si applica al testo piuttosto che superiore a Dio, cfr. Dizionario ebraico-greco di Strong, # 1909.

24 Catechismo, n. 937.

25 Catechismo, n. 882.

26 Canone 752.

27 La misura in cui Roma rivendica il diritto di giudicare e imporre il castigo non è cambiata dai tempi del Sacro Romano Impero. Nella legge canonica odierna afferma, il Canone 1405 (Sezione 1) “Il Romano Pontefice stesso ha il diritto esclusivo di giudicare nelle cause di cui al can. 1401: 1. coloro che ricoprono il più alto ufficio civile in uno stato;… Canone 1401 “La Chiesa per diritto proprio ed esclusivo giudica: 1) le cause che riguardano cose spirituali e annesse alle spirituali; 2) la violazione delle leggi ecclesiastiche e tutto ciò in cui vi è ragione di peccato, per quanto concerne lo stabilirne la colpa ed infliggere pene ecclesiastiche”.

28 Vedi : Abbastanza Contrario: Una Riconsiderazione Biblica delle Apparizioni di Maria di Timothy F. Kauffman (Huntsville, AL 35804: White Horse Publications, 1993). Vedi anche Graven Bread: Il Papato, le Apparizioni di Maria e il Culto del Pane dell’Altare, dello stesso autore.

29 Http://www.vatican.va/holy_father/john_p…/hf_jp-ii_hom_20000513_beatification-fatima_en.htm 6/1/00. Vedi sulla nostra pagina web la nostra critica dello stesso a Fatima: JP II, RCC Contradict Gospel: Where Do Evangelical ECT Signitors Now Stand?

30 romani 1:16.

31 Romani 3:24.

32 John W. Robbins, Megalomania Ecclesiastica: il pensiero Economico e Politico della Chiesa Cattolica Romana, (ISBN 0-940931-52-4; USA: The Trinity Foundation, 1999) pagg. 13-24.

33 Vedi La Confessione di Westminster, 1646; La Confessione di Fede Battista, 1689; La Confessione di Fede di Philadelphia, adottata da L’Associazione Battista, 1742; e altri.

34 Apocalisse 17:18


Richard Bennett di “Berean Beacon”. Sito web dell’autore: https://bereanbeacon.org
 
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