L’allineamento dei Nuovi Evangelici con l’Apostasia

Di Richard M. Bennett

Gli evangelici nel corso dei secoli hanno sostenuto che la giustificazione per sola fede è il modo in cui gli esseri umani peccatori sono in Cristo resi giusti davanti al Dio tutto Santo. La giustificazione stessa è un atto dichiarativo giudiziario da parte di Dio soltanto, con il quale egli dichiara che solo in Cristo un uomo è perfettamente giusto. Il suo atto dichiarativo giudiziario non è fatto sulla base di nulla all’interno di un uomo, ma piuttosto è fatto unicamente e interamente sulla vita giusta e sulla morte sacrificale di Gesù Cristo il quale ha vissuto una vita perfetta e ha pagato la giusta pena per i peccati sulla croce. Storicamente, gli evangelici sono stati d’accordo con l’apostolo Paolo, “colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia“.
Una persona che si definisce evangelica sta professando di impegnarsi nel Vangelo di Cristo come proclamato nelle Scritture. Il vero Vangelo esige la separazione da tutti coloro che insegnano un altro Vangelo, come dichiarò l’Apostolo: “Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto”. Senza tale separazione il nome Evangelico non significa nulla. Il Nuovo Evangelismo, che accetta volentieri compromessi e accoglie un altro vangelo, ha guadagnato terreno ovunque dal 1960 circa. Da allora il mondo evangelico è profondamente cambiato oltre ogni aspettativa. Questo è interamente documentato nel Evangelismo Diviso di Iain Murray (Edinburgh: Banner of Truth, 2000). La prima e la seconda Conferenza Evangelica Nazionale Anglicana che si è svonta a Keele e Nottingham nel Regno Unito nel 1967 e nel 1977 hanno rispettivamente mostrato la volontà di unirsi agli anglicani ritualistici, sostanzialmente cattolici nella credenza e nella pratica, e liberali che credono in una Bibbia fallibile. I principali evangelici, come J.I. Packer e John Stott, hanno aderito alle asserzioni di queste conferenze e, così facendo, hanno messo da parte la verità del Vangelo a favore dell’accettazione dei compagni Anglicani come veri fratelli e sorelle in Cristo.  Il più drastico allontanamento dal Vangelo biblico, tuttavia, è avvenuto circa diciassette anni dopo la Conferenza di Nottingham del 1994 negli Stati Uniti. Alla fine di marzo del 1994, un gruppo di venti leader evangelici e venti leader cattolici romani hanno prodotto un documento intitolato Evangelici e cattolici insieme: La Missione Cristiana nel Terzo Millennio (ECT).
Due dei principali artefici di questa intensa svolta ecumenica sono stati Charles Colson e Richard John Neuhaus, un pastore luterano diventato sacerdote cattolico. Il compito specifico è iniziato nel settembre del 1992. A fianco di questi uomini si sono uniti nel processo di scrittura Larry Lewis del Home Mission Board della Southern Baptist Convention, Jesse Miranda delle Assemblee di Dio, John White del Collegio di Ginevra e dell’Associazione Nazionale degli Evangelici, e altri, tra cui due gesuiti, Avery Dulles e Juan Diaz-Vilar. Altri due gesuiti hanno sottoscritto la dichiarazione al momento della sua presentazione. Oltre ai partecipanti evangelici che hanno contribuito a formare il documento, tra i firmatari c’erano J. I. Packer, Bill Bright della Campus Crusade for Christ, Mark Noll del Wheaton College e Pat Robertson del 700 Club. Tra i firmatari cattolici romani c’erano figure ben note come il Cardinale John O’Connor, ora deceduto, l’Arcivescovo di Siviglia, l’Arcivescovo Stafford, e il Vescovo Francis George, ora Arcivescovo di Chicago.

Il Vangelo secondo ECT

I firmatari dell’ECT riconoscono apertamente “le differenze che non possono essere risolte qui”. Tuttavia, motivati dal desiderio di unione su importanti questioni di carattere morale, gli autori dell’ECT dichiarano che gli evangelici e i cattolici sono una cosa sola in Cristo, e che tutti sono autenticamente cristiani. La principale fallacia del lungo documento è la sua dichiarazione sul Vangelo. I firmatari dichiarano che quello in cui credono si avvicina di più al Vangelo di Cristo quando dichiarano,

Affermiamo insieme che siamo giustificati dalla grazia attraverso la fede a causa di Cristo. La fede viva è attiva nell’amore che non è niente di meno che l’amore di Cristo, . . . (p. 5)

Per essere biblica, questa affermazione dovrebbe essere la seguente: ” Noi affermiamo insieme che siamo giustificati dalla sola grazia, attraverso la sola fede, in Cristo soltanto”. La parola ” sola ” significa che la perfetta giustizia di Cristo Gesù_e questa sola_è sufficiente davanti al Dio Santo per giustificare gli empi peccatori.  Definire così la giustificazione, tuttavia, escluderebbe i sacramenti cattolici e i sacerdoti che li controllano, entrambi necessari per il cattolico. Così si doveva sottrarre al Vangelo di Cristo per escludere ciò che è significato dalla parola sola. In modo simile, è stato necessario aggiungere al Vangelo le parole dell’ECT che qualificano la fede come “fede viva e attiva nell’amore”. Questo al fine di includere i sacramenti cattolici. Questo era esattamente lo stesso intento del Concilio di Trento nella sua qualificazione del significato della fede. Trento ha dichiarato,

Infatti la fede, qualora non si aggiungano ad essa la speranza e la carità, non unisce perfettamente a Cristo né rende membra vive del suo corpo. . . . Questa fede, secondo la tradizione apostolica, chiedono i catecumeni alla chiesa prima del sacramento del battesimo. . . .

La teologia della Chiesa di Roma torna sempre al concetto di “fede viva” per includere le opere, in particolare i suoi sacramenti che lei definisce necessari alla salvezza. I Nuovi Evangelici firmatari dell’ECT hanno approvato la definizione cattolico-romana di “fede viva attiva nell’amore”, e quindi hanno formalmente acconsentito ad una aggiunta al Vangelo che ne annulla il messaggio. Roma continua a mostrare la sua interpretazione della “fede viva” nel Catechismo del 1994 quando dichiara: “la radice della fede vivente della Chiesa, principalmente [è] per mezzo del Battesimo”. Se i Nuovi Evangelici credono infatti nel concetto cattolico romano di “fede viva”, allora dovrebbero logicamente avallare la maledizione di Roma su tutti coloro che hanno una semplice fede nella grazia di Dio, come è stato ufficialmente fatto da Roma al Concilio di Trento,

Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, cosí da intendere che non si richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia anatema.

Sostenere l’insegnamento cattolico romano, quindi, è negare il chiaro insegnamento della Scrittura: “Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia“.

Gli evangelici approvano anche la rigenerazione battesimale

Nel titolo generale di “Testimoniamo insieme” e (per usare il linguaggio del documento) “nel contesto dell’evangelizzazione e della ‘rievangelizzazione'”, i Nuovi Evangelici si spingono al punto di riconoscere che “per i cattolici, coloro che hanno ricevuto validamente il battesimo, sono nati di nuovo e sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica”. (p. 23). Questi Nuovi Evangelici potevano anche citare il Codice di Diritto Canonico Cattolico Romano che dice la stessa cosa,

Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio e, diventiamo membra di Cristo. . .

In contrasto con l’insegnamento di Roma e le dichiarazioni firmate di J. I. Packer, Chuck Colson, e altri, le parole di Cristo risorto nel trasmettere il Vangelo sono chiarissime. “chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato“. La fede è la chiave della grazia salvifica, e l’incredulità è il peccato più grave. La fede è ciò che è assolutamente necessario per la salvezza, il battesimo è un’ordinanza che segue la fede e la testimonia semplicemente. La prova di ciò si trova nel fatto che nella seconda metà del versetto c’è un’omissione: non dice “chi non è battezzato sarà condannato”, ma piuttosto “chi non crede”. Non è giunto alcun pentimento per l’approvazione della dottrina della rigenerazione battesimale e di un Vangelo incompleto, sia per sottrazione che per aggiunta, ripetutamente richiesto nel corso degli anni e formalmente richiamato alla Conferenza degli Ex Cattolici per Cristo del 1999. Piuttosto è stata mantenuta una difesa del documento sia negli Stati Uniti che all’estero.

L’effetto devastante dell’ECT

Il reale effetto del nuovo compromesso evangelico con il Vangelo è quello di porre fine all’evangelizzazione dei cattolici romani in tutto il mondo. Se questo compromesso del vero Vangelo di Gesù Cristo sarà accettato, allora le chiese credenti della Bibbia si asterranno dall’evangelizzare i cattolici. L’impatto sulla vera chiesa nei Paesi cattolici del terzo mondo in America centrale e meridionale, in Africa, così come in Spagna, Portogallo e nelle Filippine, è già evidente. Se questa tendenza anti-Evangelica continua incontrollata, diventerà rovinosa per il benessere spirituale di milioni di anime. Ma questa è esattamente la politica che i firmatari dell’ECT diffondono quando dichiarano,

Siamo consapevoli che la nostra esperienza riflette le circostanze e le opportunità particolari degli evangelici e dei cattolici che vivono insieme in Nord America. Allo stesso modo crediamo che ciò che abbiamo scoperto e concluso sia pertinente al rapporto tra gli evangelici e i cattolici in altre parti del mondo.

E,

. . . non è né teologicamente legittimo né un uso prudente delle risorse per una comunità cristiana [chiesa] fare proselitismo [evangelizzare] tra gli aderenti attivi di un’altra comunità cristiana”. Introduzione p. 1

Da quando è teologicamente illegittimo esporre errori ed eresie? Poiché questi uomini intelligenti ed educati hanno contraddetto il Vangelo stesso di Cristo, è tempo di stabilire che il mandato biblico di separazione da questi uomini deve essere osservato! “Chi va oltre e non dimora nella dottrina di Cristo, non ha Dio; chi dimora nella dottrina di Cristo, ha il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo, perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie“.

Appoggio complessivo di Roma

In data 12 novembre 1997, un documento intitolato “Il Dono della Salvezza” è stato firmato e pubblicato dai leader evangelici e cattolici. L’intenzione espressa era quella di dimostrare la “fede comune” degli evangelici e dei cattolici romani e di “riconoscersi reciprocamente come fratelli e sorelle in Cristo”.  È stato pubblicato nel numero dell’8 dicembre 1997 di Christianity Today. Esplicitamente, i firmatari cattolici romani (RC) come Richard John Neuhaus e Avery Dulles, S.J., nel documento affermano di essere “cattolici che sono coscienziosamente fedeli all’insegnamento della Chiesa cattolica”. Ciò che ci si potrebbe aspettare allora è di fatto scoperto nel documento. La dottrina cattolico-romana della giustificazione conferita, viene insegnata come Vangelo. J.I. Packer, Charles Colson, Os Guinness, Richard Land, Bill Bright si uniscono insieme a Timothy George, T.M. Moore, John Woodbridge e altri, non solo per dare un messaggio annebbiato di giustificazione evangelica, ma anche in modo particolarmente erudito, sostenendo la dottrina di Roma sulla giustizia interiore conferita.

Una studiata negazione del Vangelo

Il documento afferma: “La giustificazione è centrale nel tema scritturale della salvezza, e il suo significato è stato molto dibattuto tra protestanti e cattolici”. Poi sostiene che i firmatari hanno raggiunto un accordo. La loro condizione di accordo è,

Siamo d’accordo sul fatto che la giustificazione non si guadagna con le nostre opere o i nostri meriti, ma è interamente un dono di Dio, conferita attraverso la pura grazia del Padre, per l’amore che ci porta nel suo Figlio, che ha sofferto per noi e che è risorto dai morti per la nostra giustificazione. Gesù è stato “messo a morte a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Romani 4, 25). Nella giustificazione, Dio, sulla base della sola giustizia di Cristo, ci dichiara non più suoi nemici ribelli, ma suoi amici perdonati, e in virtù della sua dichiarazione è proprio così.

Il soggetto in questione è indicato chiaramente nella prima frase. “Siamo d’accordo sul fatto che la giustificazione… è conferita attraverso la pura e semplice grazia del Padre”. Poi, leggendo attentamente, si arriva a vedere quello che le due frasi cruciali affermano grammaticalmente,

è [la giustificazione] interamente un dono di Dio, conferita [anziché imputata] . . . e in virtù della sua [del Dio Santo] dichiarazione [la giustificazione conferita] è proprio così.

Questa è la dottrina della tradizione cattolica romana. Utilizzare la parola cattolica romana “conferita” al posto della parola biblica “imputata” equivale a mettere da parte l’autorità scritturale sulla questione della giustificazione. Fin dal Medioevo, la CCR ha distinto chiaramente tra il concetto di imputazione e il concetto di grazia di Dio conferita come qualità dell’anima. Fin dal Concilio di Trento ha condannato la dottrina biblica della giustificazione per fede. L’attuale dogma della CCR non solo conferma l’insegnamento del Concilio di Trento, ma dichiara anche che tali Concilii sono infallibili.  Il Concilio di Trento proclama la seguente maledizione:

Se qualcuno afferma che con i sacramenti della nuova legge la grazia non viene conferita ex opere operato, ma che è sufficiente la sola fede nella divina promessa per conseguire la grazia: sia anatema.

La ragione di Roma per una tale maledizione su chi si attiene alla “giustificazione per sola fede” e alla “giustificazione imputata” è logica a seguito di ciò che si rifiuta di riconoscere. Per lei la giustificazione non è un immediato atto unico di Dio, ricevuto dalla sola fede, ma piuttosto insegna che la grazia è conferita continuamente attraverso i suoi sacramenti. Così essa è in grado di costruirsi un posto come mezzo necessario attraverso il quale viene data la giustizia interiore. Essa insegna nel suo Catechismo del 1994,

La giustificazione è accordata mediante il Battesimo, sacramento della fede. Essa ci conforma alla giustizia di Dio, il quale ci rende interiormente giusti con la potenza della sua misericordia.

Poiché la giustizia interiore, che si afferma essere stata conferita, si trova nella persona, e non si colloca in Cristo, può essere persa e può aver bisogno di essere conferita più e più volte. Questo è quanto afferma ufficialmente Roma,

. . . il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione. I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come « la seconda tavola [di salvezza] dopo il naufragio della grazia perduta ».

La “giustificazione conferita” è necessaria a Roma per la sua pretesa che l’opera dei suoi sacramenti sia opera dello Spirito Santo. Così essa dichiara,

La grazia sacramentale è la grazia dello Spirito Santo, donata da Cristo e propria di ciascun Sacramento.

Chiamare “grazia sacramentale” la “grazia dello Spirito Santo” è una blasfemia pretenziosa contro il Dio Santo. Ciò che viene dichiarato nella Scrittura è l’imputazione della giustizia di Dio nella persona del Signore Gesù Cristo. Con le parole dell’Apostolo “e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede“. La persistenza della Chiesa cattolica romana nell’uso della parola “conferita” è un pretesto per scambiare i suoi sacramenti con Gesù Cristo, il Signore e colui che dona la vita.

Di fronte a tale chiarezza, sia da parte della Scrittura che da parte della Chiesa cattolica romana (CCR), questa nuova distorsione evangelica sostiene che entrambe le parti sono ormai d’accordo su quella che è stata la questione della divisione tra protestanti e cattolici romani per diverse centinaia di anni. Questo avviene_precisamente usando la terminologia cattolica romana: La distorsione con cui la dottrina biblica della giustificazione per sola fede viene messa da parte in questo documento è rappresentata dall’uso del termine CCR, “conferita”. Attraverso questa formulazione, l’insegnamento biblico della giustizia di Dio imputata al credente è incorporato sotto il tradizionale concetto di giustizia interiore o infusa di Roma. Evangelici come J.I. Packer, Timothy George e Os Guinness, noti per i loro scritti sul tema del Vangelo, sono a conoscenza della parola biblica, “imputata”. Per loro essere d’accordo con la parola cattolica romana “conferita”, al posto del termine biblico “imputata”, è un grave tradimento. L’apostolo Paolo usa il concetto di imputazione (accreditare, ascrivere o messa in conto) undici volte nel quarto capitolo dei Romani, il cui riassunto è il versetto cinque: “invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia“. Ora questa verità essenziale della giustizia di Dio nel Signore Gesù Cristo imputata al credente è compromessa nel concetto più orribile del documento,

. . . e in virtù della sua [del Dio Santo] dichiarazione [la giustificazione conferita] è proprio così.

Con la stessa sottigliezza, così Roma ha sempre insegnato, dal Concilio di Trento ai giorni nostri. Ora i Nuovi Evangelici si uniscono a loro. È una pia frode professionale. Quale risposta si può dare a queste nuove personalità evangeliche che insegnano la giustizia conferita di Roma? Non si può fare altro che separarsi da tali uomini secondo le parole dell’Apostolo “E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele“.

La Difesa di “Evangelici e cattolici insieme “.

La più importante apologia del documento intitolato “Evangelici e cattolici insieme”: La Missione Cristiana nel Terzo Millennio” (ECT) è contenuta nell’omonimo libro dal titolo Evangelici e Cattolici Insieme: Verso una Missione Comune. Gli artefici dell’ECT erano ben consapevoli delle distinzioni cruciali per quanto concerne il Vangelo che separa cattolici ed evangelici, ma hanno scelto di bypassarle. Packer scrive nella Missione Comune: “Né gli evangelici né i cattolici romani possono affermare che le cose in cui credono, e che l’altra parte non crede, siano a questo punto considerate fondamentali per il partenariato; così l’ECT lascia passare la puntualizzazione protestante sulla dottrina della giustificazione e sulla relazione tra la conversione e la nuova nascita”. . . Che tale compromesso sia eretico lo si vede dalle sue dichiarazioni precedenti, nello stesso articolo di Missione Comune, quando affermava: “… L’insegnamento romano oscura il Vangelo e lo distorce in modo tragicamente antispirituale e non pastorale…” e “I disordini dottrinali ufficiali di Roma, in particolare sulla giustificazione, sul merito e sul sacrificio della Messa, oscurano così tanto il Vangelo che se dovessi, come gesto di unità, essere invitato alla messa_che naturalmente come protestante non lo sono e non sarò_non mi sentirei libero di accettare l’invito”. Packer al termine dell’articolo parla dei mali dell’ “umanesimo”, del “materialismo, dell’edonismo e del nichilismo”. Per ricostruire un consenso cristiano egli propone che “… le differenze interne sulla salvezza e la Chiesa non ci ostacolino nell’azione comune per cercare di ri-cristianizzare l’ambiente nordamericano”. . . Ma l’ortodosso Evangelico Packer di un tempo, parlava della dottrina della giustificazione per la sola fede in questo modo, “come Atlante, essa porta sulle sue spalle un mondo, l’intera conoscenza evangelica della grazia salvifica”! Ora, la stessa fede salvifica viene declassata a “differenze interne sulla salvezza”. L’ammonimento dell’apostolo Paolo deve ora risuonare di nuovo, “ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l’evangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto“.

La Difesa più Pericolosa e Bizzarra

Packer, che guida i Nuovi Evangelici, ha dato una spiegazione insolita per la sua posizione. L’ha fornita in diversi articoli. Un esempio della sua strana difesa è in un articolo del 1996, in cui afferma,

Possono i protestanti conservatori, gli ortodossi orientali e i cattolici romani di tipo tradizionale unirsi per testimoniare tutto ciò di cui ho parlato? Esorto a fare in modo che possiamo, nonostante le nostre note e continue differenze sulle particolarità del processo di salvezza e sul ruolo della Chiesa in tale processo. . . . Certamente, è improbabile che i fondamentalisti delle nostre tre tradizioni si uniscano a noi in questo, perché è il modo dei fondamentalisti di seguire la via dell’ortodossia conflittuale, come se la misericordia di Dio in Cristo si appoggiasse automaticamente su persone che hanno una conoscenza nozionale corretta ed è altrettanto automaticamente nascosta a coloro che non hanno una conoscenza teorica corretta su qualsiasi punto della materia. Ma questo concetto di giustificazione, in realtà, non di opere, ma di parole: parole, cioè di solidità intellettuale e di precisazione, è vicino ad essere un’eresia settaria a sé stante e non c’è bisogno di ritenerci ancora più prigionieri, per quanto ci si possa rammaricare del fatto che alcuni di tutte le nostre tradizioni si siano imbrigliati in essa.

Nessun evangelico ortodosso ha mai sostenuto che “solidità intellettuale e di precisazione”, cioè la teoria dottrinale, abbia mai salvato qualcuno. Piuttosto, gli evangelici ortodossi hanno sempre fatto riferimento a Romani 10:10, “Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza“. Sembra che Packer stia facendo un po’ di casistica per conto proprio. Si tratta di una difesa dell’ego che cerca di prevenire le sue critiche sollevando una dicotomia antibiblica tra testa (religione) e cuore (religione). Questa è una vecchia tattica liberale, ovvero quella di creare una dicotomia non biblica e poi dedurre e insinuare che ogni persona che si rifiuta di accettarla, deve, nella natura del caso, essere non spirituale, contraria all’amore cristiano. Nessuna delle storiche confessioni evangeliche della fede sostiene che la mera “solidità” dottrinale salvi qualcuno.  Questa è una caricatura assurda che Packer ha inventato. Piuttosto oggi gli evangelici ortodossi, come accadeva ai tempi dell’apostolo Paolo e della Riforma, dichiarano che è solo la giustizia di Cristo Gesù a salvare una persona!

Quello che fa Packer nel mettere da parte il  punto di sola fede, in Cristo Gesù soltanto, è quello che fa continuamente la Chiesa di Roma. Questo è il punto esatto per il quale l’apostolo Paolo si è battuto contro i giudaizzanti; e i riformatori contro i cattolici romani del loro tempo. Questo è il punto esatto per il quale migliaia di evangelici hanno dato la loro vita, come John Huss, William Tyndale, Hugh Latimer, Nicholas Ridley, John Rogers, Anne Askew, John Bradford e John Philpot, per citarne solo alcuni. Ora Packer crea il concetto di correttezza nozionale e l’accusa di ” giustificazione a parole “. L’ardente desiderio dei veri evangelici di “essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede“, era ed è il cuore del Vangelo, non “ortodossia conflittuale”, né “eresia settaria”. Ciò che Packer ha fatto è stato quello di negare l’importanza delle Scritture sul punto preciso di Sola Fide. Egli nega anche la storia della Riforma di quegli evangelici che sotto l’Inquisizione cattolica romana hanno dato la loro vita, non per correttezza di parole, ma piuttosto per la loro fede in Cristo Gesù soltanto.  Poiché la giustizia del Signore Gesù Cristo è coinvolta e questi martiri della Riforma non hanno amato la loro vita fino alla morte per la fede in Lui soltanto, pensiamo che la questione sia così seria da richiedere il giudizio del Signore stesso. “Noi infatti conosciamo colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta, io darò la retribuzione», dice il Signore. E altrove: «Il Signore giudicherà il suo popolo». È cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente“.

“La Separazione per Amore del Vangelo non è Necessaria

Nel suo saggio sulla Missione Comune, il cattolico romano Neuhaus ha affermato con enfasi: “Se, alla fine del ventesimo secolo, la separazione per amore del Vangelo non è necessaria, non è quindi giustificata”. Quello che Neuhaus ha dichiarato è che il Vangelo non è più rilevante per l’unità dei cristiani. Questo sembra essere il preciso intento del documento del 1994 dell’ECT e anche del 1997 “Il Dono della Salvezza”. Se gli evangelici che sarebbero fedeli al Vangelo non combattono le provocatorie difese di ECT I e ECT II fatte dai Nuovi Evangelici e dai loro colleghi cattolici, allora le parole anti-scritturali di Neuhaus “la separazione per amore del Vangelo non è necessaria” potranno cadere su di loro e sui loro figli dopo di loro. Se viene accettata la menzogna  che la separazione per amore del Vangelo non è quindi giustificata, allora la conclusione logica è che le chiese dovrebbero arrendersi e sottomettersi alla Chiesa di Roma. Questo è sempre stato l’obiettivo dichiarato di Roma, come confermano i suoi documenti,

. . . poco a poco, superati gli ostacoli frapposti alla perfetta comunione ecclesiale, tutti i cristiani, nell’unica celebrazione dell’eucaristia [la messa], si troveranno riuniti in quella unità dell’unica Chiesa. . . e che crediamo sussistere, senza possibilità di essere perduta, nella Chiesa cattolica.

La conclusione di Neuhaus è simile a quella di Packer e ancora più spaventosa perché proviene dalla parte cattolica romana, nota per avere carattere legale in ciò che decide tra le nazioni. Neuhaus afferma: “Dichiarandola [la giustificazione della sola fede] essere l’articolo secondo cui la Chiesa sta in piedi oppure cade, in un modo che esclude altri modi di esprimere il Vangelo, la si trasforma in una dottrina settaria”. Il vero Vangelo della grazia in quest’affermazione non è stato semplicemente dichiarato inutile, ma è stato etichettato come “dottrina settaria”. Quello che è già accaduto e che è stato comunicato in Europa potrebbe un giorno essere la notizia negli Stati Uniti. .

La Camera dei Rappresentanti del Belgio ha recentemente approvato una legge che crea un “organizzazione di vigilanza sulle sette” che “esaminerà” le 189 organizzazioni religiose elencate nel Rapporto Parlamentare sulle Sette del Belgio pubblicato nell’aprile 1997. . . Le chiese delle minoranze evangeliche, pentecostali e avventiste non appartenenti alla Chiesa Protestante Unita del Belgio, riconosciuta dallo Stato, sono menzionate nel Rapporto sulle Sette del Belgio . . . .”.

Le parole tempestive di Spurgeon valgono oggi anche più dei suoi tempi: “Poiché è stato maledetto chi ha ricostruito Gerico, molto più l’uomo che lavora per restaurare il Papato tra di noi. Ai giorni dei nostri padri le gigantesche mura del Papato caddero per il potere della loro fede, la perseveranza dei loro sforzi e lo scoppio delle trombe del Vangelo. . .” La tromba del Vangelo è la posta in gioco; poiché i cattolici e gli evangelici firmatari dell’ECT I e II dapprima danno il falso messaggio di Roma, poi sostengono la rigenerazione battesimale e poi, in difesa di quanto hanno scritto, dichiarano che il Vangelo di Cristo è una “questione interna” o addirittura “una dottrina settaria”.  L’apostolo Paolo, prima di concludere la sua lettera ai Romani, ha inserito un avvertimento finale contro i falsi insegnanti che provocano divisioni pervertendo la dottrina del Vangelo che avevano appreso. Le sue parole erano: “Or io vi esorto, fratelli, a guardarvi da quelli che fomentano le divisioni e gli scandali contro la dottrina che avete appreso, e ritiratevi da loro“. È lo stesso suo comando in Tito 3, 10-11 “Evita l’uomo settario, dopo una prima e una seconda ammonizione, sapendo che un tale è pervertito e pecca, condannandosi da se stesso“. Quanto è seria la Parola del Signore per i veri credenti in questo comandamento? Quanto è importante è la verità del Vangelo di Cristo?

Punto di Rottura nella Storia

Siamo giunti a un momento di spartiacque nella storia. Coloro che aderiscono veramente al Vangelo di Cristo devono ritenere che il Vangelo non solo è la potenza di Dio per la salvezza, ma che, in quanto tale, non può essere contaminato da nessun altro vangelo (Galati 1:8-9). Di conseguenza, coloro che sono veramente ambasciatori del Vangelo di Cristo devono separarsi, non solo dal cattolicesimo romano e dalle sue rivendicazioni sacramentali, ma devono anche separarsi dai cosiddetti evangelici che hanno promosso questa dichiarazione di unità evangelica e cattolica, o ne hanno fatto parte. Nelle Scritture siamo continuamente avvertiti di separarci dai fratelli che sono in errore.

Stiamo considerando gli uomini del nostro tempo, alcuni dei quali hanno svolto un lavoro eccezionale per il bene del Vangelo durante il passato. Ma ora che questi uomini agiscono costantemente come falsi insegnanti, devono essere giudicati secondo le indicazioni della Scrittura. La separazione deve avvenire. «La mia parola non è come il fuoco?», dice l’Eterno, «e come un martello che spezza il sasso?

Nella realizzazione di ECT I e II, J. I. Packer e Charles Colson, insieme a Timothy George, sono stati i principali promotori. Ora è necessario applicare i principi biblici a questi uomini e a coloro che li sostengono. Poiché il Vangelo di Cristo è stato negato in questi due documenti, è quindi necessario che essi siano trattati come fratelli che si trovano in grave errore.

Nel nostro mondo temporale, le malattie infettive vengono messe in quarantena e il cibo contaminato viene scartato, ma il pericolo coinvolto qui non è solo temporale. I fratelli che vogliono ingannare i santi di Dio per trascinarli in un ecumenismo contrario al Vangelo di Cristo non dovrebbero essere separati dai santi del Signore per la loro sicurezza eterna? La presenza di Dio esige santità, separazione dal male. La comunione con il male chiude il favore benevolo di Dio. “Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore”.

Falsi Insegnanti di Allora e di Oggi

La testimonianza dello Spirito Santo nelle Scritture preavvisa espressamente il popolo di Dio di insegnanti primari che diventano falsi maestri, o lupi rapaci. Così è stato nei primi tempi della Chiesa e durante tutta la storia. La Chiesa di Roma è stata il maggiore sistema apostata nel corso dei secoli perché al di là delle Scritture ha incarnato “i saggi e i dotti” e perché è stata la religione dei re e dei governanti.  Nella storia, come ai nostri giorni, attira studiosi e filosofi, scrittori e uomini d’affari. Ha una forma di pietà, malgrado gli errori, le empietà, le superstizioni e le idolatrie. Ed essa ha ingaggiato rinomati insegnanti e pastori per conferire il peso del loro merito carnale ai suoi errori distruttivi dell’anima. Ciononostante, il Signore ha messo in guardia contro i falsi profeti travestiti da pecore che sono in realtà lupi rapaci. Abbandonare la sana dottrina è così grave al punto che ci viene detto: “Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni“. Lo Spirito infallibile di Dio testimonia il pericolo dell’apostasia. L’apostolo Paolo ammonì gli anziani della chiesa di Efeso sul fatto che “i lupi rapaci… non risparmieranno il gregge“. Lo stesso monito è dato dall’apostolo Pietro che chiama “falsi dottori” coloro che avrebbero introdotto eresie di perdizione.

Nel Nuovo Testamento ci sono una serie di inequivocabili avvertimenti del Signore Gesù Cristo e dei suoi Apostoli, sul fatto che anche tra i discepoli professanti si verificherebbe un grave declino dalle verità rivelate del Vangelo. Non si può ritenere che questi avvertimenti siano stati solo per i primi giorni della fede cristiana! Sono direttamente applicabili a tutti i credenti che vivono i tempi della Nuova Alleanza. Nell’attuale clima religioso è politicamente scorretto dire che qualsiasi uomo è caduto in errore e sta agendo nella parte di un falso insegnate o di un falso profeta. È come se anche questi chiari avvertimenti fossero solo per un certo periodo della storia della Chiesa e non per noi.

Sta a noi, tuttavia, temere il Dio Onnipotente e obbedire al suo comandamento di “combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi“, e di essere “fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede dell’evangelo“. J. I. Packer, come un pifferaio magico moderno, sta conducendo alla perdizione molte migliaia di evangelici. Charles Colson, Bill Bright, Mark Noll, Pat Robertson, Os Guinness, Timothy George e T.M. Moore per citare solo alcuni dei Nuovi Evangelici più eminenti, hanno pubblicamente negato il Vangelo approvando i termini anti-biblici e i concetti dottrinali erronei della Chiesa di Roma. Tutti insieme, identificano falsamente i cattolici come “nostri fratelli e sorelle in Cristo”, rafforzando così le tragiche e catastrofiche illusioni di queste povere anime e negando loro la sostanza della verità salvifica! A meno che non ci sia un pentimento pubblico, la Chiesa del Signore Gesù Cristo non solo deve separarsi da questi uomini, ma deve anche continuare a pregare che il Signore rivendichi la Sua Verità! Poiché è qui in gioco la giustizia del Signore Gesù Cristo stesso e il suo glorioso Vangelo, ci viene comandato con le parole dell’Apostolo “state fermi nella fede, comportatevi virilmente, siate forti“. Possa il Dio di ogni grazia che “opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà” anche riguardo a questa presente perversione del Vangelo, far emergere la purezza del Vangelo in cui il suo nome sarà glorificato e le anime saranno salvate.


L’autore concede il permesso di copiare questo articolo solo se viene fatto nella sua interezza senza alcuna modifica. Richard Bennett, Berean Beacon.
 
La pagina web del ministero è la seguente: www.bereanbeacon.org

Traduzioneevangelodelregno


NOTE 

  1. Romani 4:5.
  2. Galati 1:8-9.
  3. Romani 4:5-8, II Corinzi 5:19-21, Romani 3:22-28, Tito 3:5-7, Efesini 1:7, Geremia 23:6, I Corinzi 1:30-31, Romani 5:17-19.
  4. Catechismo della Chiesa Cattolica (Liguori, MO: Liguori Publications, 1994) Para. # 987. Di seguito denominato catechismo.
  5. Henry Denzinger, Le Fonti di Dogma Cattolico, Tr. di Roy J Deferrari di Enchiridion Symbolorum , 13 ° ed. (B. Herder Book Co., 1957), #800. Di seguito denominato Denzinger.
  6. Catechismo , Par. 1129.
  7. Catechismo, Par. 249.
  8. Denzinger, #819.
  9. Tito 3:4-5.
  10. Codice di Diritto Canonico, Ed. Latino-Inglese. (Washington, DC: Canon Law Society of America, 1983) Can. 849. Tutti i canoni sono presi da questo lavoro se non diversamente indicato.
  11. Marco 16:16.
  12. II Giovanni 1:9-11
  13. Tommaso d’Aquino, Summa Theologica , 2 voll., Great Books of the Western World Series , Tr. di Padri della Provincia Dominicana inglese (Chicago: Encyclopedia Britannica, Inc., 1952) Parte I della Seconda Parte, Domanda 110, Articolo 1, Obj. 3 e articolo 2, risposta all’ob. 1.
  14. Catechismo , Par. 891.
  15. Denzinger, #851, Canone 8.
  16. Catechismo, Par. 1992.
  17. Catechismo, Par. 1446.
  18. Catechismo, Par. 1129.
  19. Filippesi 3:9.
  20. Efesini 5:11.
  21. Evangelici e Cattolici Insieme: Verso una Missione Comune Charles Colson e Richard John Neuhaus, editori. (Dallas, TX: Word Publishing, 1995). Di seguito denominata Missione Comune.
  22. Missione comune , p 167.
  23. Ibid. , p. 153.
  24. Ibid. , pagg. 162.163.
  25. Ibid. , p. 172.
  26. Galati 1: 7-8.
  27. JI Packer, “On from Orr”, la collezione JI Packer , selezionata e introdotta da Alister McGrath (Downers Grove, IL: InterVarsity Press, 1999) p. 264.
  28. Filippesi 3:9.
  29. Ebrei 10:30-31.
  30. Richard John Neuhaus, “La Differenza Cattolica”, Missione Comune, p. 199. Il corsivo è nel documento originale.
  31. Documenti n.42 del Concilio Vaticano II, “Riflessioni e suggerimenti sul dialogo ecumenico”, SPUC, 15 agosto 1975, pag. 541.
  32. Vedi il nostro articolo “Il Vaticano si prepara al controllo attraverso il diritto civile”, The Beacon , n. 6, giugno 2001.
  33. Missione Comune, p. 207.
  34. “Crescente intolleranza religiosa in Belgio”, Evangelical Times , agosto 1998.
  35. Mattina e sera , su Giosuè 6:26
  36. Romani 16:17.
  37. Geremia 23:29.
  38. II Corinzi 6:17.
  39. Matteo 7:15.
  40. I Timoteo 4:1-2.
  41. Atti 20:29.
  42. 2 Pietro 2:1.
  43. Giuda 1:3.
  44. Filippesi 1:27.
  45. 1 Cor 16:13
  46. Ef 1:11

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