I Cattolici Possiedono La Vita Eterna?

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by Richard Bennett

Caro amico, 

I cattolici possiedono la vita eterna? E’ con grande sensibilità che scrivo su questa questione. Perché ricordo la presa che il cattolicesimo ha avuto sulla mia anima per 48 anni, scrivo con amore per i cattolici. Finora, mentre analizzo gli insegnamenti cattolici ufficiali alla luce della fede biblica, giungo ad una conclusione inconfutabile. I cattolici che hanno letto questo articolo, possono essere davvero grati del fatto che io abbia delicatamente individuato i problemi di cui erano in ansia da molto tempo. Anche alcuni evangelici potrebbero essere grati del fatto che ho esposto i falsi movimenti ecumenici come “Evangelici e cattolici insieme” e “Chiese cristiane insieme”. Si prega di far conoscere il seguente articolo a familiari e amici. Grazie 

Nei miei 48 anni come cattolico e nei miei 22 anni come prete cattolico, ho creduto nella Chiesa cattolica. Di conseguenza, pensavo che avendo avuto i Sacramenti, quando sarei morto, per mezzo d’essi  avrei avuto la vita eterna. Come altri sacerdoti, ho insegnato alla gente che una volta che sono stati fedeli alla Chiesa come cattolici e morti nello stato di “grazia santificante”, sarebbero andati in paradiso.  Con profonda stima per coloro che sono così indotti in errore, ora scrivo sul tema dei cattolici e della vita eterna. Come cattolico irlandese, ricordo la presa che il cattolicesimo ha avuto sulla mia anima; in un certo senso, per me era una seconda natura. Quindi è con sensibilità che scrivo sulla relazione di un cristiano con Dio Padre ed in opposto, la relazione di un cattolico con il Santo Padre a Roma.

La relazione di un cristiano con Dio Padre è un argomento cruciale. Gesù Cristo dichiarò: “Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato” 1. Non conoscere e credere “il solo vero Dio” significa essere privati della “Vita eterna”. Invece, ad un cattolico è prima richiesto di credere e conoscere che la “Chiesa è la madre di tutti i credenti”. Questo perché, secondo l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica,

« Credere » è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti. « Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre » 2. (CCC Paragrafo 181)

Di conseguenza, nella sua vita quotidiana, un cattolico ha volentieri una relazione con “la Chiesa come madre” in sostituzione di quella che dovrebbe essere una relazione con Dio come suo Padre adottivo. L’essenza di questa sostituzione è manifesta quando un devoto cattolico si riferisce al Papa come “Santo Padre”. Infatti, l’agenzia di stampa cattolica Zenit di norma chiama il Papa “Santo Padre”. E per la maggior parte dei cattolici, il termine “Santo Padre” solitamente significa Papa.

La Concezione di Dio come Padre

Si sottolinea che nelle Scritture la parola “Padre” era sulle labbra del Signore Gesù non meno di centosettanta volte. Cristo Gesù parlava di Dio in modo particolare come Abba Padre 3. Nella Scrittura lo stesso concetto, “Abba Padre”, è esposto al credente in queste parole, “Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre». Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio” 4. Contemplare l’amore del Padre con il profondo titolo di “Abba Padre” dà al vero credente il profondo senso di essere amato personalmente come un figlio di Dio 5. Il Signore Gesù Cristo offrì la seguente preghiera per tutti coloro che avrebbero veramente creduto in Dio come loro Padre, “Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dato, affinché siano uno come noi” 6.
Al contrario, la legge ufficiale della Chiesa cattolica romana parla della necessità di sottomettere le più alte facoltà, quelle della mente e della volontà, non a Dio Padre celeste, ma al Sommo Pontefice di Roma. Pertanto, la legge ufficiale della Chiesa cattolica romana afferma che:

Un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi 7.

Tuttavia, il Signore Gesù Cristo ha comandato: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” 8. Una persona non può servire due sovrani, poiché il comando del Signore contraddice quello del Pontefice. Una persona non può essere imparziale tra due maestri che sono incompatibili e richiedono fedeltà totale. Sorge la necessità di una scelta. Quindi un cattolico dovrebbe decidere chi è davvero il suo Signore!
Inoltre, poiché il Signore Gesù Cristo ha profondamente fatto tesoro della parola “Padre”, ha dato questo comandamento, “E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli” 9. Questa è l’essenza del messaggio del Signore riguardo il nostro Padre nei cieli. Pertanto, il Padre celeste è degno di adorazione e un vero credente pronuncerà le parole “Il Santo Padre” solo a Dio! Tuttavia, la Chiesa di Roma insegna che il suo papa si chiama “Santo Padre”. Ad esempio, il sito web del Vaticano ha annunciato riguardo a Francesco I, “Parole del Santo Padre” nei Giardini Vaticani domenica 8 giugno 2014. 

Il Signore Dio è Sovrano

Dio è infinitamente buono, onnisciente, onnipotente e onnipresente. Il Signore Dio è sovrano con potere completo, supremo e universale su tutte le cose, in cielo e in terra. Anche sul tema della sovranità di Dio, l’affermazione della Roma papale è dichiarata nelle seguenti parole ufficiali,

Il Papa, vescovo di Roma e successore di san Pietro, in virtù del suo ufficio di vicario di Cristo e di pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente. 10

Pertanto, il Romano Pontefice attribuisce a se stesso il dominio sovrano di tutta la Chiesa che appartiene al solo Signore Dio. Non facciamo errori, la Chiesa cattolica nel corso della sua storia ha costantemente e arrogantemente assunto e si è appropriata degli uffici del Padre celeste.  Ad esempio, papa Bonifacio VIII nel 1302, nella bolla papale “Unam Sanctam” decretò, “Quindi noi dichiariamo, stabiliamo, definiamo ed affermiamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana che essa sia sottomessa al Pontefice di Roma” 11. L’arroganza papale è una bestemmia di prim’ordine !

L’amore di Dio Padre nella salvezza

L’amore di Dio Padre raggiunge sempre i suoi scopi, “In questo si è manifestato l’amore di Dio verso di noi, che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di lui.  In questo è l’amore…che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati”. 12 Il disegno e l’intenzione di Dio Padre erano che la salvezza doveva arrivare all’uomo peccatore in e attraverso Cristo Gesù. Enfaticamente, la grazia nel suo senso più corretto è data gratuitamente, come un dono dal cielo. Quindi, come dice la Scrittura, i peccatori sono salvati per grazia; è “il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori” 13. Il regno del peccato è sconfitto dal regno della grazia di Dio, come dice la Scrittura, “così anche la grazia regni !” 14 L’abbondanza della grazia supera di gran lunga i mali del peccato. Una volta che un peccatore credente ha fede in Cristo Gesù come sua unica certezza e sostituto, egli scopre che non solo è liberato dai suoi peccati, ma è anche costituito per “regnare nella vita”. Come afferma la Scrittura, “Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo” 15.
Tentando di imitarlo, la Chiesa cattolica romana afferma che i suoi sacramenti sono necessari per la salvezza. Il suo insegnamento ufficiale afferma quanto segue: “La Chiesa afferma che per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza” 16. Così, la Chiesa cattolica presenta i suoi sette sacramenti fisici – mediati attraverso di lei – come mezzi per ottenere la grazia dello Spirito Santo 17. La pretesa del Vaticano è di presentare i suoi simbolici sacramenti come la causa efficace della salvezza. Questi modi attraenti per ottenere la salvezza, non sono altro che l’antica tentazione di guardare alle prestazioni fisiche e alle opere umane per ottenere il favore di Dio. Insegnamenti come questi cadono sotto l’eterna maledizione verso coloro che  corrompono il Vangelo di Cristo 18. Tuttavia, per amministrare i suoi sette sacramenti, la Chiesa cattolica ordina sacerdoti, di cui afferma: “I sacerdoti hanno ricevuto un potere che Dio non ha concesso né agli angeli né agli arcangeli. […] Quello che i sacerdoti compiono quaggiù, Dio lo conferma lassù” 19. Nel Nuovo Testamento non sono menzionati sacerdoti che offrono sacrifici, ma solo anziani e pastori 20.
Pertanto, il sistema di credenze artificiali della Chiesa cattolica è un’inganno catastrofico sulle anime di uomini e donne. Tuttavia, il vero Vangelo pone ad ogni persona la soluzione che è abbondante per affrontare tutti i mali. Il suo potere è abbastanza forte da elevare le persone alla vita, alla pace ed al cielo stesso. Lo stesso Vangelo fa sì che il popolo redento del Signore si rallegri della gloriosa grazia che fluisce attraverso il proprio piano di vita eterna “E questa è la testimonianza che Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è in suo Figlio” 21. L’eterno Figlio del Padre ha la vita nella sua stessa essenza e persona come Parola di Dio 22. Per mezzo di lui viene data vita eterna ad ogni vero credente, sia qui che in cielo 23. Tuttavia, la Chiesa cattolica insegna che la grazia di Dio viene attraverso i sacramenti cattolici romani 24. Chiunque crede nel sistema sacramentale cattolico e ripone la propria fiducia dell’anima nei procedimenti cerimoniali, non sta avendo fede in Gesù Cristo soltanto.

Un cattolico crede nella Messa, cioè l’Eucaristia

Al centro del cattolicesimo romano c’è la Messa o Eucaristia, descritta dal Concilio Vaticano II come “fonte e apice di tutta la vita cristiana“. Roma afferma che la Messa è un sacrificio e che il sacrificio del Calvario e della Messa sono gli stessi; vale a dire, “un unico sacrificio“. Essa insegna:

Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio: Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi. E poiché in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che “si offrì una sola volta in modo cruento” sull’altare della croce, […] questo sacrificio [è] veramente propiziatorio.  25

Proporre un sacrificio senza sangue è una contraddizione in termini 26. Un sacrificio senza sangue è un’incoerenza insensata che non può avere altro scopo se non quello di ingannare. La cena del Signore non è un sacrificio; è un memoriale. Il pane ed il vino sono segni che simboleggiano il corpo ed il sangue del sacrificio unico e completo del Calvario. Un vero credente mangia il pane e beve il vino per ricordare Lui e la Sua espiazione con ringraziamento e lode fino al suo ritorno. Ancora una volta quale differente relazione esiste nella fede di un vero credente riguardo alla Cena del Signore e nella fede di un cattolico riguardo alla Messa o Eucaristia. Non ci può essere più memoria  del peccato contro un vero credente, né per farlo vergognare ora né per condannarlo in seguito. Il sacrificio di Cristo è stato fatto una volta per sempre. Il suo potere è eterno. “Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù” 27. Gesù Cristo il Signore ha procurato una salvezza perfetta ed eterna per chi crede veramente nel Suo sacrificio compiuto. Non è così per il povero cattolico che persiste nel dipendere da un cosiddetto “divino sacrificio, che si compie nella Messa”. 25

Un cattolico Prega non Soltanto Gesù Cristo, ma anche Maria e i Santi

Un vero credente guarda a Cristo Gesù come l’unico mediatore, “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” 28 Lo splendore del Vangelo è che il cuore del credente è fissato su Gesù Cristo, la fontana della vita. Un cattolico, tuttavia, pregherà anche Maria e coloro che sono dichiarati santi. Questo perché la Chiesa cattolica insegna ufficialmente :

La comunione con i defunti. La Chiesa di quelli che sono in cammino, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana ha coltivato con una grande pietà la memoria dei defunti . . La nostra preghiera per loro può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore.. 29

La Bibbia insegna che solo Dio è infinito, eterno e immutabile nel suo essere, saggezza, potere, santità, giustizia, bontà e verità. Perciò, solo Lui ascolta le preghiere, lui è il Tutto Santo; in una parola, è il solo Dio. La preghiera rivolta ai morti, e non solo al Signore Dio, è una completa bestemmia ! Consultare o invocare i morti; cioè, la negromanzia, è severamente vietata nella Bibbia 30. Come unico grande vero sommo sacerdote, Gesù Cristo soddisfa completamente tutta l’intercessione di preghiera di cui un vero credente ha bisogno; come afferma la Scrittura, “Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi” 31. Ancora una volta, un povero illuso cattolico che persiste nel seguire la tradizione cattolica romana di preghiere o invocazioni di morti, non ha alcun mandato biblico per essere ascoltato da Dio Padre. Le Scritture affermano che nel cercare altri mediatori, i cattolici rigettano l’unico ufficio redentivo del Signore Gesù Cristo, che è l’unico mediatore dell’alleanza di grazia designato dal Santo Padre 32.

Conclusione

Nelle Scritture, il credente guarda a Cristo Gesù come “L’Eterno nostra giustizia” 33. Lo splendore del Vangelo è che il cuore del credente è fissato su Cristo, la Fontana della vita, dove il credente beve sempre più profondamente nei fiumi di soddisfazione che sono nella mano destra di Cristo. La vita eterna si trova solo in Cristo Gesù, la sua vita perfetta, ed il suo essere, sono un sacrificio sufficiente. “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” 34. Questo è il vero obiettivo, perché un credente impara continuamente e sempre più a guardare soltanto al Signore Gesù Cristo per avere la vita. Quanto è completamente diverso dall’obiettivo e dal destino in cui la Roma papale tiene le persone. Roma dirige il suo popolo, e l’umanità in generale, a guardare ai sacramenti fisici e alla sua gerarchia dominante che sostengono i suoi sacramenti. Tuttavia, il Vangelo biblico non implica guardare ai segni fisici; piuttosto, i credenti devono seguire l’ordine biblico di tenere gli occhi su “Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio” 35. Lui è l’autore e il compitore della loro fede: il suo inizio e la sua fine. “tenere gli occhi su Gesù” significa mantenere fiduciosamente il cuore e la mente su di lui. In lui è la grazia. Egli è la fonte di ogni grazia e soddisfa tutti i bisogni di ogni credente. La vita del credente è attinta da Cristo e diretta verso di lui; Egli è il suo principio iniziale ed il fine ultimo di questa. La vera vita è quella che viene vissuta in intima e personale comunione con Cristo, come affermava così eloquentemente l’apostolo Paolo: “Per me il vivere è Cristo“.  Significa che come una persona è giustificata dal solo Dio Santissimo, deve camminare con il Signore Gesù Cristo, prendendo il giogo di Cristo su di sè e imparando da Cristo, in modo che beva profondamente dalla Parola scritta di Dio e inizi a seguire ciò che dice la Scrittura, piuttosto che escogitare i propri modi.
Il Signore affrontò i sinceri e devoti Farisei con parole molto forti. Essi avevano gli occhi fissi al loro leader e capo, Caifa, il sommo sacerdote. Il Signore disse a quei farisei: “Perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati” 36. Come i Farisei, molti cattolici dei giorni nostri, guardano al papa. E allo stesso modo nei giorni nostri, come con i Farisei, se qualunque cattolico continua a riconoscere il Papa come “Santo Padre”, egli in realtà sta negando il vero Padre e Figlio 37.  Colui che persiste nei suoi peccati, allo stesso modo morirà nei suoi peccati. Il Signore Gesù Cristo è morto al posto del vero credente. La sua vita ed il suo sacrificio compiuto sono il solo riscatto per il credente. “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” 38. Questo era il prezzo richiesto da Dio santissimo affinché la Sua giustizia potesse essere soddisfatta nel perdono dei peccati. Come conseguenza di questo pagamento, il vero fedele che crede in Cristo Gesù soltanto, viene liberato per sempre dal peccato e da Satana. “Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” 39. Un tale dono di Dio impegna i nostri cuori in profonda gratitudine mentre proclamiamo: “Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen”40

Note
  1. Giovanni 17:3
  2. Catechismo della Chiesa Cattolica, Seconda Ed., Par. 181
  3. Marco 14:36
  4. Romani 8:14-17
  5. “ E io sarò come un padre per voi, e voi sarete per me come figli e figlie, dice il Signore Onnipotente”. 2 Corinti 6:18
  6. Giovanni 17:11
  7. Canoni 752
  8. Matteo 22:37
  9. Matteo 23:9
  10. Catechismo, Par. 882
  11. Henry Denzinger, Fonti del Dogma Cattolico (1984) , n. 469
  12. 1 Giovanni 4:9-10
  13. Efesini 2:9
  14. Romani 5:21
  15. Romani 5:17
  16. Catechismo, Par. 1129
  17. “I sacramenti impartiscono grazia, ma, in aggiunta, l’atto stesso di celebrarli dispone i fedeli nel modo più efficace di ricevere questa grazia in modo fecondo, di adorare Dio giustamente e di praticare la carità”. Vedi: http: // www. catholic.org/prayers/sacrament.php
  18. “Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto”. Galati 1:9
  19. Catechismo, Par. 983 dichiarato nel secondo paragrafo.
  20. I termini sorvegliante e anziano / pastore sono usati in modo intercambiabile, Atti 20:17, 28; 1 Pietro 5: 1-4.
  21. 1 Giovanni 5:11
  22. Giovanni 1:1-4
  23. Giovanni 1:12-13
  24. http://www.adelaide.catholic.org.au/our-faith/sacraments
  25. Catechismo, Par. 1367 (sottolineatura aggiunta in questo documento)
  26. Ebrei 9:21-22 “e senza spargimento di sangue non c’è perdono dei peccati”.
  27. Romani 8:1
  28. I Timoteo 2:5
  29. Catechismo, Par. 958
  30. Deuteronomio 18:9-11
  31. Romani 8:34
  32. Ebrei 9:24
  33. Geremia 23:6
  34. 2 Corinzi 3:18
  35. Ebrei 12:2
  36. Giovanni 8:24
  37. “Costui è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio”. I Giovanni 2:22
  38. Marco 10:45
  39. Romani 6:23
  40. Romani 11:36

 
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