ERO UN GESUITA, ORA SONO FIGLIO DI DIO

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Testimonianza di Bob Bush

Cominciai il mio viaggio attraverso il Cattolicesimo Romano in un paese della California settentrionale. Il paese era così piccolo che non veniva celebrata la Messa ogni domenica. Veniva un prete una volta al mese, se gli era possibile, e andavamo a Messa in una grande sala pubblica.

Ho due fratelli, uno più piccolo ed uno più grande di me. Mio padre aveva studiato nell`Università Cattolica di Santa Clara. Perciò i miei genitori pensarono che fosse bene per me frequentare un collegio cattolico. La scuola era gestita dai Gesuiti e studiai lì per quattro anni. Dal punto di vista accademico, era una buona scuola, ma l`unica teologia che veniva insegnata era ovviamente la cattolica, con le sue tradizioni, senza che si mettesse molto l`accento sulla Bibbia.

Quando mi diplomai, cominciai a pensare a che cosa avrei fatto “da grande”. Ritenevo che sarebbe stato bello onorare e servire Dio ed aiutare il prossimo, facendomi gesuita. Non conoscevo qualche altra alternativa. Fatto è che quando terminai il ginnasio, desideravo tanto incontrare Dio e conoscerlo. Ricordo che una volta, durante l`ultimo anno di ginnasio, una sera uscii fuori, nel campo da calcio, mi inginocchiai e con le braccia elevate al cielo gridai, “Dio, Dio dove sei?” Si, ero davvero assetato di Dio.

Entrai nell`Ordine dei Gesuiti nel 1953, alla fine del ginnasio. E appena vi entrai, mi fu subito detto che avrei dovuto osservare tutte le regole e le disposizioni, perché solo cosi potevo fare la volontà di Dio. Ci veniva insegnato il motto: “Osserva la regola e la regola preserverà te”.

Leggevamo molte vite di “santi” e sin dall`inizio mi fu insegnato a guardare a loro come a dei modelli da imitare, senza pero rendermi conto che quelli erano divenuti “santi”, perché erano stati al servizio della Chiesa Cattolica.

Per tredici anni studiai filosofia e teologia, fino alla mia ordinazione nel 1966. Ma in tutti quegli anni avevo conservato la mia sete di Dio. Non avevo ancora incontrato il Signore e non avevo ancora pace. Difatti a quell`epoca fumavo ed ero molto nervoso. Ero solito passeggiare su e giù per la mia camera fumando una sigaretta dopo l`altra, perché ero sempre tanto ansioso e nervoso.

Compii i miei studi a Roma e mi sembrò di toccare il cielo con un dito. Ma il desiderio del mio cuore non venne soddisfatto. Parlai anche con un prete che si occupava dei missionari per l`Africa, dato che avrei voluto andarvi come missionario, appunto. Mi resi conto, però, che se fossi andato in Africa, tutto quello che avrei potuto fare sarebbe stato dire agli Africani ciò che avevo imparato dalle dottrine cattoliche e quello che la Chiesa Cattolica aveva da offrire, anche se io stesso non ne ero soddisfatto ‐ non vedevo come tutto questo avrebbe soddisfatto loro.

Studiai durante gli anni del Concilio Vaticano II e fui ordinato sacerdote un anno dopo la fine del Concilio. Cominciarono ad essere pubblicati i documenti del Concilio e pensavo che ora tutto sarebbe cambiato. Era tempo di scoperte. Finalmente avrei conosciuto tutta la verità ed il mondo sarebbe cambiato ‐ questi erano i pensieri che mi facevano andare avanti.

Ben presto però mi accorsi che non c`era stato nessun cambiamento: le stesse dottrine cattoliche del Concilio di Trento erano ancora tutte là. Così non andai in Africa, ma tornai in California, dove Dio aveva una sorpresa per me. Una volta mi trovavo nella sagrestia di una casa adibita ad “esercizi spirituali”, perché solevo celebrare lì la Messa. Ed ecco che qualcuno mi chiese di guidare un gruppo di preghiera, che si riuniva in una casa. Non avevo mai fatto nulla di simile nella mia vita e non sapevo che cosa ne sarebbe venuto fuori, ma pensai che per la formazione che avevo ricevuto in tutti quegli anni, ero la persona adatta allo scopo. Dissi quindi alla signora che m`aveva fatto la richiesta, che avrei volentieri guidato l`incontro di preghiera che si teneva a casa sua.

Il gruppo si riuniva ogni giovedì dalle 10 della mattina fino a mezzogiorno. Si leggeva la Bibbia, si cantavano lodi al Signore e si pregava per i nostri bisogni.

A quell`epoca fumavo ancora ed ogni giovedì mattina passeggiavo su e giù, chiedendomi perche mai avessi accettato quell`incarico. Mi sembrava di non essere davvero interessato a quell`iniziativa, ma quando vi partecipavo e si faceva mezzogiorno, non me ne sarei voluto andare. La potenza della Parola di Dio cominciava a toccare il mio cuore e la mia vita.

Ed ecco, dunque, la sorpresa che il Signore aveva in serbo per me. Una sera, assieme ad un gruppo di persone che frequentavano l`incontro di preghiera, andai in una casa dove si tenevano “esercizi spirituali”. Il predicatore così disse alla fine del suo messaggio: “Ora, se qui c`è qualcuno desideroso di incontrarsi con Dio e non è stato ancora toccato da Lui, e vuole davvero nascere di nuovo e vuole che lo Spirito Santo tocchi la sua vita e la cambi, allora venga avanti e noi pregheremo per lui, o lei”. A questo punto una certa Sonia si avvicino a me e mi disse: “Per favore, chieda a mio marito Joe di andare avanti, in modo che si preghi per lui, nasca di nuovo e sia toccato dallo Spirito Santo”. Io però le dissi: “Sonia, non posso farlo. Non sarebbe onesto: io stesso non ho chiesto che si preghi per me ‐ come posso chiedergli questo? “Allora lei, che era molto più bassa di me, mi punto il dito contro e disse: “Credo che tu abbia bisogno di preghiere”. In quel momento mi misi a ridere, ma dovetti ammettere che aveva ragione. Quello però che lei non sapeva era che già avevo nel mio cuore una gran “fame” di Dio. Sì, dopo tanti anni di studio, non avevo ancora incontrato Dio. Eppure avevo letto nella Bibbia, durante un incontro di preghiera, quello che era accaduto a Pietro, come era stato cambiato dal suo incontro con il Signore, come era stato riempito di Spirito Santo e dei Suoi doni. Ma tutto questo non era avvenuto in me.

In quell`istante pregai Dio di cambiare la mia vita. Andai avanti, mi imposero le mani e pregarono per me. Quelle persone, per se stesse, non fecero nulla per me, né io feci qualcosa di meritorio. Eppure in quel momento Dio mi visito ed io nacqui di nuovo. Gesù divenne per me una Persona reale; la Bibbia divenne reale. L`amore di Dio mi avvolse come un fuoco. Dio cambiò la mia vita. Assicuro i lettori che si trattò di un vero e radicale cambiamento, Gesù cambiò la mia vita!

Feci questa meravigliosa esperienza nell`agosto del 1970. Così cominciai a lavorare nel Movimento Carismatico, che a quell`epoca era sorto da poco. In particolare, nonostante tutti i decreti ed i dogmi emanati ed insegnati dalla Chiesa Cattolica, il Movimento Carismatico aveva un solo manuale: la Bibbia.

Demmo quindi vita ad un gruppo di preghiera in una scuola media. Dopo non molto tempo divenimmo tanti e dovemmo andare in un liceo. Ogni venerdì sera si riunivano tra le 800 e le 1000 persone. Tanti venivano salvati. Mettevamo l`accento sulla lode e sull`adorazione di Dio. In quel luogo non c`erano statue, ovviamente, e ci rifacevamo soltanto alla Parola di Dio.

Ma proprio questo fatto cominciò a creare dei conflitti dentro di me, tanto che vi furono degli ulteriori cambiamenti nella mia vita. Lo Spirito di Dio mi faceva capire sempre più verità bibliche e quindi cominciai a predicare in base a ciò che man mano scoprivo nella Bibbia. Cominciai a predicare che si doveva pregare Gesù direttamente e il Padre, e non Maria e i “santi”. E questo causò uno scontro, come potete immaginare. Non sapevo che fare ‐ non sapevo come regolarmi.

Incontrai pure un altro prete, che poi lasciò la Chiesa Cattolica. Predicava come me e passava metà anno in lndia e l`altra metà negli Stati Uniti. Si chiamava Victor Affonso ed era anche lui gesuita. Gli dissi che sarebbe stato bello andare in India come missionario. Intanto avremmo potuto esaminare i dogmi e le dottrine della Chiesa Cattolica.

Fu così che andai in India nel 1986 e vi rimasi sei mesi facendo il missionario e predicando Gesù. Vedemmo dei positivi cambiamenti e miracoli nella vita di tanta gente.

Avemmo però anche la possibilità di passare un mese con alcune persone che esaminavano le dottrine cattoliche alla luce della Scrittura. Avevamo deciso di seguire quello che diceva la Bibbia e se le dottrine cattoliche erano in contraddizione con la Bibbia, le avremmo rifiutate.

Vedemmo dunque che Dio aveva detto “venite a me”, e nei Vangeli ci vien detto di pregare il Padre nel nome di Gesù e mai qualche “santo” o Maria. I discepoli non pregavano Stefano, che mori nei primi tempi della storia narrata negli Atti degli Apostoli, o Giacomo, che fu anche lui ucciso. Perché mai avrebbero dovuto farlo dal momento che Gesù risorto era con loro? Difatti Egli aveva detto: “Dovunque due 0 tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo aloro” (Matteo 18:20). Pregavano Gesù, pregavano il Padre; avevano l`unzione dello Spirito Santo e osservavano i comandamenti di Dio.

In India scoprimmo che il Catechismo Cattolico, che si usava allora, menzionava i Dieci Comandamenti diversamente da come sono riportati nella Bibbia. Il primo Comandamento era come nella Scrittura. Il secondo Comandamento, così come si trovava nella Bibbia, era stato semplicemente omesso.

Ecco come la Bibbia riporta il secondo Comandamento ‐ Esodo 20:4‐5, “Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli 0 quaggiù sulla terra 0 nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l`Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso che punisce l`iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.”

Dio ci comanda di non prostrarci dinanzi a queste cose e adorarle. Eppure avevamo fotografie del Papa che si inchinava dinanzi a statue varie e le baciava. Ma soprattutto eravamo molto perplessi per il fatto che quel comandamento era stato omesso dal Catechismo. I catechisti dell`epoca, poi, dividevano il decimo Comandamento in due parti, che diventavano così il nono ed il decimo. Ciò significa che “Non concupire la donna d`altri” era separato dal Comandamento di non concupire i beni altrui. Ma questo è distorcere la Parola di Dio! Insomma, a poco a poco, stavo scoprendo dogmi e dottrine che erano in contrasto con le Scritture.

Esaminammo anche la dottrina dell`Immacolata Concezione. E` la dottrina secondo cui “Maria fu concepita senza peccato sin dal primo momento della sua concezione.” Ma questo e in contrasto con Romani 3:23, che dice che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Ecco dunque un`altra dottrina, una tradizione trasmessa e definita solennemente come infallibilmente vera e che pure era in contraddizione con la Bibbia.

Pervenimmo poi in una “zona” dove il conflitto era più aspro ‐ il sacrificio della Messa.

La posizione cattolica ufficiale sul sacrificio della Messa è che è la continuazione del sacrificio del Calvario. Così l`ha definito il Concilio di Trento (XVI secolo). Ma ecco le parole esatte: “(Cristo) Dio e Signore nostro, anche se si sarebbe immolato a Dio Padre una sola volta morendo sull`altare della croce per compiere una redenzione eterna, poiché, tuttavia, il suo sacerdozio non doveva estinguersi con la morte (Ebrei 7:24,27), nell`Ultima Cena, la notte in cui fu tradito, volle lasciare alla Chiesa, sua amata Sposa, un sacrificio visibile (come esige l`umana natura), con cui venisse significato quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce, prolungandone la memoria fino alla fine del mondo, e applicando la sua efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani” (Denzinger 1740; si veda anche “Il Catechismo della Chiesa Cattolica”, Roma 1992, nn. 1362‐1370).

Qualcuno potrebbe dire che il Concilio di Trento non è più valido e che le cose ora sono cambiate. Ma il Cardinale Ratzinger, che è il capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, che è il vecchio Santo Ufficio, in un libro detto “Rapporto Ratzinger” ha affermato: E` ugualmente impossibile schierarsi a favore del Concilio di Trento e del Vaticano I, ma contro il Concilio Vaticano II. Chiunque rinnega il Vaticano ll rinnega l`autorità che sta alla base degli altri due Concilii e quindi li sradica dal loro fondamento”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice esattamente lo stesso: “Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell`Eucarestia sono un unico sacrificio”. Poi cita il Concilio di Trento: “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, Egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi… In questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si offrì una sola volta in modo cruento sull`altare della croce” (nn. 1367; per il Concilio di Trento, si veda Denzinger 1743).

Sembra che qui si ignori quanto è affermato nella Lettera agli Ebrei 10:18, “Ora, dove c`è il perdono di questa cose, non c`è più offerta per il peccato”. La Scrittura è molto chiara a riguardo. Difatti ben 8 volte in 4 capitoli, a partire dal cap. 7 della Lettera agli Ebrei, si trova l`espressione “una volta per sempre” – v`è stato un solo sacrificio per il peccato, una volta per sempre!

Chi ha partecipato alla Messa nella Chiesa Cattolica ricorderà una preghiera detta dal prete: “Pregate fratelli, affinché il nostro sacrificio sia accettato da Dio, Padre Onnipotente”. Il popolo rispondeva chiedendo anch`esso la stessa cosa. Ma quando Gesù era sulla croce, secondo Giovanni 19:30, disse: “È compiuto” e sappiamo che tutto era compiuto, completato, finito, perché Gesù fu approvato dal Padre e risuscitò dai morti ed ora sta alla destra del Padre. Sappiamo anche che la Buona Notizia che predichiamo è che Gesù è risorto dai morti, che il Suo sacrificio è completo, che ha espiato tutti i peccati. Quando, per grazia di Dio, accettiamo il sacrificio della croce come il sacrificio espiatorio per i nostri peccati, siamo salvati ed abbiamo la vita eterna.

Gesù disse, “Fate questo in memoria di me”, ed una commemorazione avviene quando ricordiamo qualcosa che qualcuno ha fatto per noi. Chi dunque recita quella preghiera deve rendersi conto dell`errore insito in essa ‐ “Preghiamo, fratelli e sorelle, affinché il nostro sacrificio sia accetto a Dio”. Il sacrificio di Cristo e stato già fatto ed accettato da Dio. Ciò che noi dobbiamo fare quando celebriamo la Cena del Signore è ricordarci solamente di ciò che Gesù ha fatto. Vediamo dunque che il sacrificio che Gesù offrì sulla croce bastò a togliere i peccati e non c`è bisogno di fare altro in tal senso.

La Chiesa Cattolica afferma che la Messa è un sacrificio propiziatorio, che serve a togliere i peccati dei vivi e dei morti. Difatti si ritiene che la Messa abbrevi la permanenza dei morti in purgatorio ‐ da cui le Messe per i defunti. Ma questa dottrina è falsa. Difatti quando una persona muore, segue immediatamente il giudizio: “E`stabilito che gli uomini muoiono una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio” (Ebrei 9:27). Se sono salvati, gli esseri umani vanno col Signore, se rimangono nei loro peccati, sono allontanati dal Signore, in attesa del giudizio universale, che comunque non cambierà sostanzialmente la loro posizione di dannati per sempre. Eppure la Chiesa Cattolica ritiene che la Messa, in quanto sacrificio propiziatorio, possa abbreviare la loro permanenza in purgatorio. Ma il fatto è che sulla croce Gesù ha già espiato tutti i nostri peccati e noi non dobbiamo fare altro che prendere atto di tale espiazione. Solo mentre viviamo possiamo ricevere la vita eterna e nascere di nuovo. Dopo la morte, secondo la Bibbia, sostanzialmente nulla cambia nella nostra posizione dinanzi al Signore.

Cominciammo quindi a studiare ciò che la Chiesa Cattolica insegna sulla salvezza. Secondo la dottrina cattolica, ci si salva se si è battezzati da piccoli. Difatti così è detto nel Diritto Canonico: “Il Battesimo, porta dei sacramenti, di fatto o almeno nell`intenzione, necessario alla salvezza, per cui gli uomini sono liberati dai loro

peccati, nascono di nuovo quali figli di Dio e per sempre configurati a Cristo, vengono a far parte della Chiesa, viene amministrato validamente solo mediante acqua vera, dopo che sono state pronunziate le parole giuste” (n.849; Libreria Editrice Vaticana, ed. 1983).

Ciò significa che, secondo la Chiesa Cattolica, quando un neonato è battezzato, è salvo, ha la vita eterna a causa del battesimo. Questo però non è vero. Gesù non ci ha dato nessun insegnamento simile, nè altrove nella Bibbia troviamo tale dottrina. Non c`è nessun “limbo”! Gesù disse piuttosto, “Lasciate che i fanciulli vengano a me”. Difatti la Bibbia ci dice che siamo salvati quando accettiamo il fatto che Gesù Cristo ha completamente espiato i nostri peccati, in modo che la Sua giustizia dinanzi a Dio Padre diviene la nostra: “Poiché Egli (Dio) ha fatto essere peccato per noi Colui che non ha conosciuto peccato, affinchè noi potessimo diventare giustizia di Dio in Lui” (2Corinzi 5:21).

Oltre a ciò, la Chiesa Cattolica afferma che per essere salvati bisogna osservare le sue leggi, norme e regolamenti. E se si trasgrediscono, ad esempio, le norme riguardanti il controllo delle nascite, il digiuno o la partecipazione alla Messa ogni domenica, si commette un peccato. E se si commette un peccato grave ‐ ci dice la Chiesa Cattolica nell`attuale Codice di Diritto Canonico ‐ tale peccato dev`essere perdonato confessandolo ad un prete: “La confessione individuale e completa e l`assoluzione costituiscono l`unico mezzo ordinario con cui un fedele, consapevole d`aver commesso un peccato grave, possa riconciliarsi con Dio e la Chiesa…” (n.960).

La Bibbia però ci dice che se ci pentiamo sinceramente e crediamo nel perfetto sacrificio di Cristo, siamo salvati. Siamo salvi per grazia, non per le nostre opere buone. Tale insegnamento e chiaro in Efesini 2:8‐9 ed in Romani 11:6 “Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori.” ; “E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più per grazia, altrimenti I`0pera non sarebbe più opera”.

Una delle opere che mi lasciava particolarmente perplesso, mentre esaminavo queste dottrine in India, era ciò che avveniva alla morte delle persone. Si chiama un prete che impartisce “l`unzione degli infermi”, credendo che per l`efficacia stessa di questo “sacramento” il malato si salverà ed andrà in cielo. Questa dottrina non mi convinceva. Comunque, per quanto mi riguardava, anche quando ero ancora prete, di solito cercavo di parlare con la persona in fin di vita e se mi poteva ascoltare, le dicevo di ripetere insieme a me, e con convinzione, queste parole: “Gesù, io ti amo; Gesù, perdona i miei peccati; Gesù, vieni nel mio cuore e cambia la mia vita; Gesù, grazie di avermi salvato”. Purtroppo la Chiesa Cattolica riduce tutto a cerimonia, a formalità, ma ciò che importa è quanto avviene nel cuore delle persone. Infatti, quando parlavo così alla gente, spesso vedevo i loro volti cambiare.

Ecco dunque come esaminavamo queste ed altre dottrine mentre eravamo in India. Fu così che quando lasciai l`India, sapevo che non avrai potuto più rappresentare la Chiesa Cattolica, perché avevo cercato inutilmente di farne una parte del movimento

carismatico. Cominciai ad accorgermi che quei dogmi che sono contrari alla Scrittura sono così radicati nel Cattolicesimo Romano che era impossibile cambiarli.

E questo è il guaio oggi con il movimento carismatico: che nella Chiesa Cattolica il movimento carismatico è tornato a sostenere quei dogmi e dottrine fondamentali. Ne segue che tale atteggiamento ha minato alla base tutto il movimento. Non si tratta più di aria fresca che soffia nella Chiesa e cambia ogni cosa, facendola ritornare alla Parola di Dio. La ragione è che non può tornare alla Parola di Dio: la Chiesa non lo permetterebbe fino al punto di rinunciare alla Messa come tale, ritenendo che la Cena del Signore sia solo una commemorazione, come disse Gesù. Continuerebbe ad insistere che è la continuazione (o qualcosa di simile) del sacrificio di Gesù. Non rinuncerebbe mai al dogma secondo cui i neonati, quando sono battezzati, rinascono spiritualmente e ricevono la vita eterna, sebbene questa non sia stata la prassi nella Chiesa del primo secolo. Tale prassi ebbe inizio nel III secolo e divenne comune solo nel V secolo. No, non rinuncerebbe né a tali dottrine ne ad altre.

Io amo sinceramente i Cattolici e desidero aiutarli. Voglio che essi trovino la liberta della salvezza e la vita e la benedizione che provengono dalla fedeltà alle Scritture. Non ho niente contro qualche cattolico o qualche prete. Sono i dogmi e le dottrine che li tengono legati. Dio stesso vuole liberarli. Difatti in Marco 7:8 Gesù dice, “Trascurando il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini”. Ecco il problema da affrontare. Queste tradizioni sono decisamente contro la Parola di Dio.

Quando dunque lasciai l`India e tornai in patria, sapevo che vi sarebbe stato un cambiamento radicale nella mia vita. Fu quello un tempo di traumi ed agonia, perchè avevo davvero creduto nella Chiesa Cattolica Romana e le avevo dedicato la vita. Sapevo che appena tornato, avrei dovuto lasciarla.

Sono ora un uomo libero, perché la Sua Verità mi ha reso libero. Non cammino più con un solo piede nella Bibbia, ma cammino con tutti e due piedi nella Sua Parola, che illumina il mio sentiero. Mi attengo alla Scrittura, che considero l`unica fonte di autorità per quanto riguarda la Rivelazione. Gesù disse a tal proposito nella Sua preghiera al Padre: “Santificali nella tua verità; la tua Parola è verità” (Giovanni 17:17).

Soffrivo molto. Tornai comunque dai miei genitori, che avevano entrambi più di 80 anni ed una sera parlai loro. Dissi loro che era mia intenzione lasciare la Chiesa Cattolica per ragioni dottrinali. Esposi loro le ragioni di quella decisione. Vi fu un momento di silenzio, poi mio padre cominciò a parlare a bassa voce: “Sai, Bob, anche tua madre ed io abbiamo deciso di fare lo stesso”.

I miei genitori andarono solo un`altra volta a Messa. Al ritorno mio padre mi disse: “Mi son reso conto che ora non vi e più nessun sacrificio da offrire a Dio”. Così i miei genitori cominciarono a leggere la Parola di Dio e a metterla in pratica. Nel 1989 mia madre morì leggendo la Bibbia, con la pace e la sicurezza di avere la vita eterna e che sarebbe andata a stare con il Signore per sempre. Nel 1992 il Signore mi diede il più grande dono che Dio può dare ad una persona oltre la salvezza ‐ mia moglie Joan, che sposai il 6 giugno 1992. Mio padre morì nel 1993 con una preghiera sulle labbra per tutti i superstiti.

Nel 1987, quindi, scrissi una lettera di dimissioni. Scambiai alcune lettere con i miei superiori, perché volevo testimoniare a tutti. Alla fine, prima di andarmene definitivamente, scrissi a Roma. Volevo, insomma, che tutti conoscessero le ragioni della mia rottura con la Chiesa Cattolica. Volevo seguire la Parola di Dio e purtroppo il Papa, che è ritenuto capo della Cristianità, sostiene dottrine che sono contrarie alla Parola di Dio. Ed a tal proposito, è molto importante che tutti sappiano che il nuovo Codice di Diritto Canonico, al n.333, dice che “non vi può essere né appello né ricorso contro il parere o decreto del Romano Pontefice”. Ciò significa che il Papa gode di un potere assoluto e di assoluta autorità, così com`essa è definita nei documenti cattolici ufficiali, e tutti ben sappiamo che l`infallibilità del Papa è stata già “definita”.

La posizione del Papa è dovuta ad un`errata interpretazione di un passo biblico. Gesù disse, “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Matteo 16:18). Esaminiamo bene questo versetto. Di quale pietra o roccia sta parlando? Poco prima Gesù aveva chiesto ai Suoi discepoli, “Chi sono io?” E Pietro aveva risposto affermando: “Tu sei il Messia, il Figlio dell`Iddio vivente”. E Gesù aveva risposto: “Carne e sangue non te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è in cielo”. Poi disse le famose parole “Tu sei Pietro e su questa pietra construirò la mia Chiesa”. La Chiesa di Gesù Cristo è costruita sulla pietra della rivelazione della natura stessa di Gesù Cristo. Pietro aveva ricevuto quella rivelazione, ed ogni vero credente, che nasce di nuovo, riceve tale rivelazione da Dio. La morte di Gesù in croce espiò i nostri peccati, e quando ci pentiamo e crediamo in Lui, abbiamo la vita eterna in Lui, e vivremo e regneremo con Gesù per sempre. Questa è la roccia ‐ la roccia non è una persona. nemmeno il “primo Pietro”, che Gesù scelse come Suo discepolo nonostante tutte le mancanze, né lo è l`attuale Papa. No, quella roccia è la rivelazione della Persona e dell`opera di Gesù Cristo. Come disse lo stesso Pietro, citando Isaia 28:16, “Nella Scrittura si legge infatti: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato”. Per la Sua grazia, Dio ha rivelato questo anche a me, ed io ora sto basando tutta la mia fede su quella roccia, che è la rivelazione concernente Gesù Cristo e la redenzione da Lui operata, morendo per eliminare il mio peccato e darmi la vita eterna.

Ora sono un ministro ordinato, in comunione con 1500 altri predicatori dell`Evangelo che credono nella Bibbia e sono ripieni di Spirito Santo. Questa dunque è la Buona Notizia che desidero condividere con ogni lettore: Gesù e morto per noi. Quando ci pentiamo dei nostri peccati ed accettiamo quella vita nei nostri cuori, abbiamo la vita eterna, e vivremo e regneremo con Gesù Cristo per sempre. Amen.

(Traduzione di Edoardo Labanchi, ex Sacerdote Cattolico)1

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